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Zenit-Milan 2-3. El Shaarawy e Abbiati firmano la vittoria in Champions League

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Il Milan si gioca una bella fetta della stagione nella trasferta di San Pietroburgo. Una situazione condivisa anche dallo Zenit di Spalletti che nonostante gli acquisti milionari di Hulk e Witsel non sta ottenendo grossi risultati. Allegri sceglie il 4 2 3 1 o come lo chiama Galliani il 4 2 fantasia. Davanti ad Abbiati ci sono Abate, Bonera, Zapata e Antonini. Il centrocampo è gestito da De Jong e Montolivo. Davanti si muovono, è il caso di dirlo, Emanuelson, Boateng, El Shaarawy e Bojan.

Lo Zenit di Spalletti parte con il 4 3 3 ma lo cambierà molte volte nel corso della gara. Il Milan parte molto meglio dei russi. I rossoneri tengono bene il campo e fanno valere la maggiore freschezza mentale rispetto ai padroni di casa. Alla prima occasione il Milan va in goal. Emanuelson batte una punizione dal limite. Il tiro è deviato dalla barriera e per Malafeev non c’è niente da fare.

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Lo Zenit accusa il colpo e barcolla. Passano due minuti. Cross dalla tre quarti sinistra, dietro ai difensori sbuca sempre Emanuelson che in scivolata non riesce a deviare in rete. C’è un sola squadra in campo. Il raddoppio arriva al sedicesimo. El Shaarawy prende palla sulla tre quarti, supera un difensore, ne salta un altro con un tunnel in velocità e batte il portiere in uscita. Un capolavoro del Faraone. Meno di venti minuti ed il Milan ha la gara in pugno.

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Il primo tiro in porta dello Zenit arriva al ventiduesimo. Kerzhakov ci prova ma Abbiati controlla la sfera senza grosse difficoltà. I russi cambiano marcia ed il Milan va in difficoltà. Al venticinquesimo un cross dalla destra per poco non sfocia in un’autorete con Montolivo che sfiora il palo della porta difesa da Abbiati.

Il Milan lancia l’ultimo squillo della prima frazione di gioco poco dopo la mezzora con Boateng che fa partire un tiro da posizione improbabile. Malafeev è colto di sorpresa ma riesce a salvarsi in qualche modo. Gli ultimi venti minuti sono un monologo dello Zenit. E’ Hulk il grande protagonista. Al minuto 33 con una bordata da fuori area costringe in angolo Abbiati. Sul corner è ancora il portierone rossonero a sbrogliare la matassa con un intervento decisivo.

Sui calci piazzati la difesa rossonera va letteralmente in bambola. In due occasioni lo Zenit sfiora il goal della bandiera. Prima Criscito devia di testa un calcio di punizione dalla destra ed Abbiati devia in angolo e poi al quarantesimo una punizione dal limite di Hulk viene sventata dal solito Abbiati migliore in campo dei suoi.

L’estremo difensore rossonero deve arrendersi pochi attimi prima della fine del primo tempo. Palla filtrante per Hulk che si incunea in area e trafigge Abbiati da pochi passi è il meritato 1-2 dello Zenit. Il Milan dovrà fare molta attenzione nella seconda frazione di gioco perché l’inerzia della gara è in mano ai padroni di casa.

I due allenatori non cambiano lo schieramento in campo, ma pronti via arriva il pareggio dello Zenit. Su un calcio d’angolo è Shirokov a svettare su Montolivo e a battere Abbiati che commette un errore nell’uscita alta. Il Milan accusa la mazzata e lascia il campo allo Zenit. Allegri prova a dare peso all’attacco togliendo Bojan ed inserendo Pazzini.

Un lampo di Boateng al cinquantatreesimo porta il Milan vicino al terzo goal. Boateng apre per Abate che crossa al centro ed è lo stesso Boateng a schiacciare di testa, la palla termina fuori di pochissimo. E’ solo un’eccezione nella costante pressione dello Zenit. Witsel ci prova con un tiro da fuori area che fa la barba al palo.

Allegri effettua il secondo cambio al ventesimo della ripresa inserendo Nocerino per Emanuelson. I cambi ottengono l’effetto sperato ed il Milan, complice il calo dello Zenit, guadagna metri di campo rischiando molto meno davanti ad Abbiati. La partita vive una fase di stasi. Spalletti decide di inserire forze fresche, a venti minuti dal termine, toglie Bystrov ed inserisce Zyryanov.

La partita sembra avviata verso il pareggio quando arriva il goal del 3-2 per il Milan al minuto settantasei. Montolivo si lancia sulla fascia sinistra. Il cross dell’ex centrocampista della Fiorentina viene mancato da Pazzini ma Hobocan tocca la palla che termina alle spalle di Malafeev. E’ la seconda autorete per lo Zenit.

Secondo cambio per Spalletti entra Kanunnikov M. esce Fayzulin. Per il Milan il terzo cambio è difensivo. Esce Boateng entra Yepes. Lo Zenit si riversa in avanti più con la forza della disperazione che con un progetto tattico in mente. I russi accumulano tiri dalla bandierina. All’ottantunesimo è Anykov a tentare la botta da fuori area sugli sviluppi di un corner ma Abbiati si supera e devia in angolo.

Spalletti prova il tutto per tutto. Inserisce Bukharov e toglie Lombaerts. Gli ultimi minuti sono tutti per lo Zenit che però non ha più la forza per costruire azioni pericolose. Il Milan porta via tre punti fondamentali per la qualificazione agli ottavi di finale della Champions League. Il protagonista assoluto della gara è Christian Abbiati che ha parato tutto o quasi. Il gran goal di El Shaarawy ed i due autorete hanno fatto il resto. Visto il periodo va bene così.

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