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Zenga esonerato dalla Sampdoria, lo sfogo: 'Su Cassano ero stato chiaro, cacciato via dai tifosi'

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Walter Zenga non ci sta. Dopo essere stato esonerato dalla Sampdoria, ha deciso di dare la sua versione dei fatti. Uno sfogo in piena regola in cui sottolinea di "non avere recriminazioni da fare", compreso il caso-Cassano che ha avuto un certo peso sui rapporti con la società: "Antonio non era in forma", ha sentenziato.

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Walter Zenga critica la decisione del suo esonero, perché sarebbe stata presa per soddisfare una richiesta dei tifosi. "Non ho recriminazioni per quanto fatto alla Sampdoria. Non è neanche andata male, perché avevamo due punti in meno della Juventus e quattro del Milan. Strano però che per motivare l'esonero mi sia stato detto che i tifosi ce l'avevano con me", ha affermato. Il tecnico, l'ex Uomo Ragno, lancia un'accusa precisa a tutto il sistema calcistico italiano: "Mi sembra segno di come va il calcio in Italia di questi tempi, perché se vado sotto la gradinata a parlare coi tifosi ricevo una diffida dalla Lega Calcio mentre una società invece ti esonera perché i fan ti contestano. È una contraddizione bizzarra". E in questo caso è difficile dargli torto.

A seguire il video di agosto della presentazione di Zenga alla Sampdoria

Antonio Cassano è stato uno dei temi trattati da Walter Zenga, visto che nei giorni scorsi erano arrivate voci di un'ulteriore incrinatura del rapporto con il fantasista: "Avevo parlato chiaro in estate con il presidente ma sapete com'è finita, è arrivato lo stesso. Niente di personale su Antonio, è un grandissimo e gliel'ho detto, ma non era in forma quando è arrivato e non lo è ancora oggi". Dunque il calciatore non ha perso i chili di troppo che aveva sin dai primi giorni di allenamento. Per il tecnico, ora in vacanza a Dubai, "non sono scuse, sono considerazioni che faremo un giorno con calma quando torneremo a parlare di quest'avventura che comunque mi ha arricchito e mi resterà dentro". E alla fine ricorda un altro aspetto: "Sono stato forse l'unico allenatore di A che ha trascorso l'ultimo giorno di mercato all'Ata Hotel di Milano per assistere alla chiusura delle operazioni di calciomercato della mia squadra. L'ho fatto perché in questa avventura mi sono buttato anima e corpo senza mai risparmiarmi". Parole non proprio d'amore verso la società guidata da Massimo Ferrero.

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