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Totti e Cavani, goleador: 216 gol per il romanista, tripletta per il Matador

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Francesco Totti ed Edinson Cavani. Il primo è una leggenda, il secondo punta a diventarlo, ma pare decisamente sulla buona strada. Il giallorosso ieri ha realizzato alla Sampdoria il gol numero 216 in serie A, un traguardo immenso, anche se la sua rete non è bastata a regalare alla sua squadra il successo contro una Sampdoria pur ridotta in 10 uomini, brava a pareggiare i conti con Munari.

L'attaccante uruguagio ha spazzato via la Lazio di Petkovic e le sue ambizioni. Lo ha fatto con tre gol, che rischiavano di diventare poker se solo non avesse calciato in curva il penalty del possibile 4-0. Ma per il Matador è stato ocmunque un mercoledì da leoni, vissuto ancora una volta da condottiero per una squadra che sembra finalmente giunta al grado di maturità giusta per contendere lo scudetto alla Juventus.

Il Capitano giallorosso è giunto ad una quota importante, 216 reti: tante quante ne ha realizzate Altafini. Quanta strada ha fatto quel ragazzino che Vujadin Boskov fece esordire appena 16enne nel 1993, nei minuti finali di un Brescia-Roma termoinato 2-0 in favore dei capitolini? Tanta. E ancora oggi, a 36 anni (li compie oggi, auguri!) incassa i complimenti di Zeman per l'abnegazione ed il sacrificio messi in ritiro, che, si sa (oltre ogni luogo comune) agli ordini del boemo non sono mai troppo teneri.

Per un po' Edinson Cavani, ma soprattutto i tifosi partenopei, non sentirà parlare di sirene estere. "Sto bene a Napoli", dichiara "e quest'anno ci sono gli ingredienti giusti per puntare allo scudetto. Il mio sogno è quello di superare le reti di Maradona".

Già, perché il calciomercato è ancora lontano e a lui non resta che far godere il pubblico del San Paolo, ieri impazzito di gioia per uno splendido hat-trick che ha lanciato il Napoli in testa alla classifica, 13 punti quanti la Juve. Quattro vittorie ed un pareggio, numeri inimmaginabili per una squadra che pure aveva perso uno dei suoi calciatori più rappresentativi, quell'Ezequiel Lavezzi finito anch'egli al Psg, a far compagnia alla vasta colonia di emigrati dalla serie A.

Il bomber di Salto, contratto appena firmato da 5 milioni a stagione, che evidentemente lo rende più sereno, e clausola rescissoria da 60 testoni, ha raggiunto ieri quota 72 reti azzurre, scavalcando due pietre miliari della storia del club partenopeo: Faustinho Canè e Luis Vinicio.

Decisamente non male per un calciatore giunto due estati fa dal Palermo e pagato poco più di 15 milioni: adesso ne vale quattro volte tanto. Povero fegato di Zamparini.

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