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Toni Negri: "Materazzi comanda in un calcio di automi"

Toni Negri e Il Calcio. L'ex professore dell'Università di Padova che nel 1969 fondò il gruppo di estrema sinistra "Potere operaio" affronta la questione sulle pagine del quotidiano francese Libération. "Sono in Argentina per un congresso" scrive Negri, ex esule condannato per associazione sovversiva "...guardo in tv una partita del campionato locale. Giocano veramente male, anzi, giocano ormai come in tutto il mondo: 22 piccoli Materazzi, 22 automi, 22 giocatori di un videogame di media qualità".

"Eppure" ricorda Negri, un tempo non era così "All’inizio degli anni '20 furono gli argentini ad insegnarci a giocare, con una difesa dura e un centravanti che rilanciava sulle ali, lento e preciso come in un tango. E' anche grazie a loro che l'Italia ha vinto i mondiali del 1934 e del 1938. In quell'Italia ce ne erano tanti di origine argentina, li chiamavano "oriundi".

E oggi? "Oggi non è più così - continua il filosofo - E' Materazzi che comanda: vincit, regnat et imperat: Max Weber e l'efficacia della razionalità". La salvezza allora passa per un altro sport, il rugby, quello della nazionale argentina, i Pumas "con una quantità impressionante di cognomi italiani, proprio come le squadre di calcio italiane di un tempo, piene di oriundi".

“Se quell’età d’oro del calcio ha permesso agli italiani di respirare durante il fascismo- è l’opinione dell’ex professore- forse questo rugby ci permetterà di sopravvivere in quest’epoca di estremismo di centro”. Infine Negri immagina “un campo di rugbisti francesi e di calciatori oriundi, dove palla ovale e palla tonda si sovrappongono, con il tango che riprende il suo spazio, tra la mischia e i centravanti”. Una visione che condanna il calciatore dell’Inter “a giocare a ping pong”.

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