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Tessera del tifoso negli stadi, ultrà in rivolta

A mali estremi, estremi rimedi! E’ sempre più concreta la possibilità che venga al più presto introdotta negli stadi la “tessera del tifoso”, una carta nominativa che consentirà l’ingresso negli stadi soltanto a quelle persone che in essi si comportino in maniera civile, provvedimento fortemente voluto, e giusto, dal ministro dell’interno Roberto Maroni a pochi giorni dall’inizio del campionato.

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Immediata la protesta di tutte le curve, in special modo quelle di Roma, Lazio, Napoli e Inter, ma non solo, dove continuano ad esistere gruppi radicali di estrema destra, i 'Bisl' (Basta infami solo lame) e 'Tradizione e distinzione' della Roma, i 'Mastiff' del Napoli, la 'Banda noantri' della Lazio, le 'Brigate autonome livornesi', i 'Korps' della Fiorentina, gli 'Irriducibili' dell'Inter, i 'Drunks' del Catania, tanto per fare qualche nome, che fanno dello stadio un luogo di guerriglia.

Ma ora, i violenti della domenica, minacciati da un provvedimento che forse potrebbe fare qualcosa per tenere questi frustrati fuori dagli stadi, si uniscono, tutti insieme per dire no al provvedimento: "La tessera del tifoso è un reale e incombente pericolo - hanno sottolineato nel corso di una riunione a Latina i rappresentanti di una settantina di gruppi ultrà - tra cui quelli di Roma, Lazio, Juventus, Udinese, Milan, Fiorentina, Siena, Reggina, Udinese, Bari - e per questo è necessario batterci per i nostri diritti, per la nostra libertà e per la nostra passione".

Diritti? Passione? Con tutto il rispetto per coloro che vanno davvero allo stadio per divertirsi e vedere dello sport, le botte incondizionate e la violenza gratuita alle quali le curve ci stanno abituando non rientrano in nessuna di queste due categorie, e forse questo provvedimento servirà a bloccare in maniera definitiva questo atteggi manto, che per un paese civilizzato non è più tollerabile.

Di tutta risposta le tifoserie hanno organizzato una manifestazione a Roma il 5 settembre, minacciando anche uno sciopero delle curve: "Dobbiamo restare tutti univocamente fuori dallo stadio - è stato detto a Latina - con un unico striscione, accanto ai nostri fratelli diffidati che, con la tessera del tifoso, non potranno mai più accedere ad un impianto sportivo".

E ben venga anche lo sciopero delle curve, così almeno ci sarà posto negli stadi per tutte quelle persone che non trovano mai i biglietti dati in mano a quei violenti che ogni domenica vanno alla stadio solo con l’idea di usare la mani! Chi vorrà andare allo stadio, con l’introduzione della tessera dovrà guadagnarsi il suo seggiolino a suon di educazione e civiltà, chi sgarra sarà bandito dagli stadi, e alle stesse società sarà impedito di vendere loro i biglietti.

A tutto c’è un limite, e quel limite è stato ampiamente superato, masticato e umiliato, l’intervento del governo è sacrosanto, nei confronti di tutte quelle persone morte o ferite in nome di una partita di calcio, e anche nei confronti di chi, come il sottoscritto, vorrebbe parlare solo di sport e non di inutili tragedie ogni “maledetta” domenica…

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