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Tavaroli inguaia l'Inter

"I controlli su De Santis sono stati commissionati dall'Inter".
Una frase che pesa come un macigno su Moratti e tutta l'Inter.
A dichiararla è stato nell'interrogatorio di venerdì scorso nel carcere di Voghera (Pavia), l'ex capo della security di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli.
Secondo il suo legale, l'avvocato Massimo Dinoia, l'ex manager della compagnia telefonica avrebbe così ricostruito la vicenda dei controlli a cui sarebbe stato sottoposto l'arbitro internazionale Massimo De Santis "tra la fine del 2002 e gli inizi del 2003", finalizzati a individuare eventuali "incongruità, dal punto di vista finanziario e patrimoniale".
L'attività di spionaggio "è stata commissionata dall'Inter, dalla dirigenza dell'Inter, ed è stata svolta in parte da Tavaroli, in parte da Cipriani e dalla Polis d'Istinto".
L'ex manager di Telecom, che sarà risentito dai magistrati tra qualche giorno, avrebbe comunque escluso l'esistenza di conti irregolari all'estero a disposizione dei vertici della società.
Qualunque sia l'esito dell'inchiesta portata avanti dal capo dell’ufficio indagini Figc Francesco Saverio Borrelli, la società nerazzurra non rischierebbe comunque nulla di grave visto che il presunto illecito si riferisce a fatti compiuti 4 anni fa e, dunque, caduti in prescrizione (che scatta dopo 2 anni).
Nel caso qualche dirigente avesse violato l'articolo 1 del Codice di giustizia sportiva, potrebbe incorrere in una inibizione o una sanzione pecunaria.

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