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Talenti serpenti

In principio fu Gattuso. La sua fuga, da Perugia a Glasgow, sponda Rangers, fece storia, o meglio, scuola. Da allora infatti sono passati un paio di lustri e spiccioli, ma il saccheggio di talenti nostrani, da parte dei club d’oltremanica, non si è arrestato, complice una norma federale che impedisce alle società italiane di tesserare con contratto da professionista i minori di sedici anni.

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Prendete il caso di Marcello Trotta ad esempio, passato in agosto dal Manchester City al Napoli: il club dello sceicco Mansour ha investito un milione di euro (penale da versare ai partenopei inclusa) per portare in Inghilterra il ragazzo originario di Caserta. Come avviene spesso in questi casi, i Citizens hanno anche provveduto a trovare un nuovo lavoro al padre del calciatore. La faccenda, però, non si è chiusa qui: la rabbia del Napoli si è fatta sentire, il ricorso alla procura federale ha portato alla squalifica del ragazzo, due mesi, e all’inibizione dalla nazionale under 16 per tesseramento irregolare.

Anche la Roma ha la sua "ferita inglese". Si chiama Davide Petrucci. Era considerato l’erede naturale di Francesco Totti, poi è arrivato il solito United a rompere le uova nel paniere del florido vivaio giallorosso. I red devils si sono presentati con una proposta principesca: 120mila euro a stagione al ragazzo, lavoro, pare da giardiniere, per il padre, contro il contratto da 1600 euro, minimo federale, avanzato dalla Roma. E il gioco è stato fatto. Bruno Conti non l’ha presa bene: "Ferguson si lamentò della trattativa del Real Madrid per Cristiano Ronaldo, ma con Petrucci ha usato gli stessi metodi. Che ipocrisia…".

Il Tottenham ha prelevato dal vivaio del Perugia Mirko Ranieri, portiere sedicenne. Storia di un anno fa. E’ considerato molto promettente, qualcuno ha azzardato paragoni con Buffon. Aveva richieste da numerose società di serie A, ha preferito prendere l’aereo e volare in Inghilterra.

Gioca in Inghilterra, al Liverpool, anche un altro talento dal sangue italiano, ma finlandese a tutti gli effetti: Lauri Dalla Valle. Agli inizi degli anni '80, papà Loreno partì da Vicenza alla volta di Joensuu, nella Carelia del Nord, a 370 chilometri da Helsinki. Qui è diventato uno stimato imprenditore: i porcini della "Dalla Valle Oy" sono tra i più rinomati del paese, mentre Lauri è la nuova speranza del calcio finlandese. E di Anfield Road.

In modo diverso è andata con i casi che hanno riguardato Vincenzo Camilleri e Daniele Ragatzu.Il primo è un difensore in forza alla primavera della Reggina, il secondo promettente attaccante del Cagliari. Nel febbraio 2008 il Chelsea ha tentato di portar via il baby fenomeno dalle mani di Foti: un giorno gli emissari di Abramovich planarono con un elicottero in Calabria e fecero sottoscrivere al ragazzo un contratto da professionista. Non l’avesssero mai fatto. Il presidente amaranto si scagliò con veemenza contro i modi bruschi del club inglese parlando addirittura di "rapina a mano armata". Si rivolse così al tribunale dei minori, all’Uefa, appellandosi alla battaglia anti-tratta dei minori di Michel Platini. Fino ad ottenere la squalifica del ragazzo, che fu escluso dalla nazionale under 16, e il suo ripensamento. "Quello di Camilleri somiglia al caso Kakà" commenta Foti "Il milanista ha rifiutato i soldi del Manchester City, il nostro ragazzo ha preso coscienza di tutto quello che, andando al Chelsea, aveva perso. Certo, viveva in una buona famiglia inglese, stava imparando la lingua, ma ha compreso in fretta che per diventare grandi ci vuole tempo e sacrificio". Il Cagliari è riuscito a non farsi sfuggire Daniele Ragatzu, anch’egli tentato dal Chelsea, come la Roma con il giovane Aquilani,ad appena 16 anni tentato dalle sirene blues.

Dopo la severa lezione-Macheda, Lotito si è cautelato. A partire da Giuseppe Capua, 17 anni, centrocampista e difensore centrale degli Allievi, capitano dal potente gioco aereo, inseguito da Bayern Monaco, Valencia, Chelsea e Manchester City, a cui ha fatto firmare un primo contratto pre professionistico. Stesso riguardo usato per il fantasista Mancini, il centravanti Mendicino, Sciamanna, Tuia, Davide e Faraoni.

Ma l’Inghilterra non sempre vuol dire fortuna. Valerio Di Cesare, cresciuto manco a farlo apposta nella Lazio, nel 2002 accettò la corte del Chlesea per tornare due anni dopo in Italia, stavolta all’Avellino. Massimo Cagnotti, all’epoca d.g. biancoceleste, non usò mezzi termini, parlando di "grande mascalzonata…La società credeva molto in questo ragazzo, che purtroppo si è fidato di procuratori, o presunti tali, che fanno soltanto i loro interessi. Io so chi è stato e sono sicuro che non metterà più piede a Formello". Attualmente Di Cesare, in gioventù ritenuto "il nuovo Nesta", è al Vicenza. Che dire poi di Sam Dalla Bona? A 17 anni era uno dei centrocampisti più promettenti del settore giovanile dell’Atalanta. Anche lui finì al Chelsea, dove collezionò, in 4 anni, 55 presenze e sei gol. Poi il ritorno nei patri campi di calcio, al Milan, quindi un lento declino: Bologna, Lecce, Sampdoria e Napoli. Quest’anno la sua esperienza in Campania si è chiusa a Gennaio, con una risoluzione contrattuale. Attualmente è senza squadra. Giuseppe Rossi e Arturo Lupoli partirono da Parma appena 18 enni. Il primo optò per il Manchester United, il secondo per l’ Arsenal. La carriera di Rossi ha preso una piega dolce: gloria, nazionale, gol con United, Parma e Villareal, ma diversamente sta andando a Lupoli. Riportato in Italia dalla Fiorentina, l’attaccante non ha convinto lo staff viola che lo ha dirottato a Treviso, dove si è segnalato per un gol in 17 partite. Dopo l’esperienza in Veneto, il ritorno in Inghilterra, al Norwich City (seconda divisione, 13 apparizioni e 5 reti). Da gennaio Lupoli milita nello Sheffield United, ancora nella Football League Championship. Il Chelsea si innamorò pure di un virgulto del settore giovanile partenopeo, Gennaro Scarlato, difensore del Frosinone, che appena 19enne volò a Londra. La sua esperienza inglese però si chiuse presto: "Avevo nostalgia della pizza…".

Lauri Dalla Valle
Davide Petrucci

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