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Stadi vietati ai calciatori rissosi

Non solo teppisti da stadio, ora anche i calciatori rischiano di essere sottoposti al divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono attività sportive. Farà storia la sentenza 33864 della Cassazione che ha accolto il ricorso della procura di Santa Maria Capua Vetere, presentato contro l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che non aveva convalidato il provvedimento del questore (Daspo per 18 mesi) disposto nei confronti di un dirigente e di un calciatore tesserati della Figc. Mentre il gip aveva sostenuto che i provvedimenti previsti dall'art. 6 della legge 401/89 "non si applicano alle condotte poste in essere nei campi da giochi o nelle immediate vicinanze da tesserati di federazioni sportive" perché "esistono possibilità di sanzioni specifiche da parte dei competenti organi federali", la Suprema Corte ha sancito che "non può ipotizzarsi una rinuncia di giurisdizione da parte dello Stato in favore delle federazioni sportive, data la diversità tra tutela dell'ordine pubblico e repressione di condotte contrarie alla regolamentazione sportiva".

"Il Daspo anche ai giocatori? A me al 100% per cento me lo davano". Ha commentato Pasquale Bruno, ex difensore di Juve e Toro "Non sarei scappato da questa sentenza. Mi sembra esagerato, posso capire soprattutto per un dirigente o un allenatore che deve dare il buon esempio, però per il giocatore un pò di scuse le posso trovare. La tensione, la stanchezza fisica e mentale ti può portare a degli atti che in condizioni normali uno non farebbe".

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