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Spagna-Italia 1-0: decide Pedro. Prandelli ha molto da lavorare, Paletta il migliore degli azzurri

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Grande atmosfera al Vicente Calderon con tutto lo stadio ed i calciatori delle furie rosse commossi nel ricordo di Luis Aragones, l'uomo che ha dato vita ed ha fatto muovere i primi passi al clamoroso ciclo vincente della Spagna. Un’atmosfera che però non coinvolge ne galvanizza gli azzurri. L’Italia farà la parte della vittima sacrificale per tutto il match, dal punto di vista dell’impostazione mentale più che da quello delle occasioni da gol. Le amichevoli si confermano poco interessanti per gli azzurri che non ne vincono una da tempo immemorabile. Prandelli opta per un 4 2 3 1 con Paletta all'esordio con la maglia azzurra e con Osvaldo al centro dell'attacco. E' l'ultima opportunità per convincere il commissario tecnico azzurro a far inserire il proprio nome nella lista dei ventitré che partiranno per il Brasile.

Nella Spagna c'è Diego Costa con qualche giovane in più rispetto al solito e Xavi che inizia dalla panchina. In mezzo al campo giostra il solito Iniesta.

La partita comincia subito a gran ritmo e la prima chance è per l'Italia. Cerci sfrutta la sovrapposizione di Maggio e si incunea nel cuore dell'area spagnola. Il cross dell'esterno del Torino subisce una piccola deviazione e scavalca Casillas terminando sul palo opposto. I padroni di casa rispondono con una conclusione di Pedro che impegna Buffon in una parata a terra.

Il tema tattico è chiaro. L'Italia è stretta in trenta metri con il solo Osvaldo lasciato in avanti a tentar fortuna. Il pressing degli azzurri inizia sulla tre quarti. Gli spagnoli gestiscono la palla e provano a trovare varchi utili per arrivare davanti a Buffon. Al ventesimo è il turno di Iniesta che con un tiro a giro costringe il portiere azzurro alla respinta in tuffo.

Gli azzurri giocano male, o per meglio dire non giocano proprio. Gli spagnoli ci chiudono nella nostra metà campo e le azioni pericolose per la nostra difesa sono il pane quotidiano. Quando l'Italia riesce ad organizzare una controffensiva, però, la qualità esce fuori. Marchisio di tacco inventa per Osvaldo che salta un avversario e fa partire un tiro a giro che termina di poco alto. E' un buon momento per la squadra di Prandelli che riesce a chiudere il primo tempo senza ulteriori rischi.

L'Italia inizia la ripresa con Pirlo, De Sciglio e Abate in luogo di Candreva, Maggio e Criscito. Cambia la disposizione in campo che diventa più raccolta con Cerci che avanza a dar man forte ad Osvaldo. Il ritmo è buono, ma nessuna delle due squadre riesce a concretizzare. Prandelli prova a dare maggior dinamismo al centrocampo inserendo Giaccherini per Tiago Motta che è sembrato impacciato per gran parte della gara.

Al sessantatreesimo gli spagnoli passano in vantaggio. Un colpo di tacco di David Silva, il migliore in campo, innesca una carambola che porta al tiro Pedro. Sulla conclusione dell'attaccante iberico purtroppo Buffon non è impeccabile e la palla termina in fondo al sacco. Entrano Immobile, all'esordio con la nazionale maggiore, e Destro per Osvaldo e Cerci.

I nuovi entrati danno maggior vivacità all'attacco di Prandelli ma Valdes non effettua nessuna parata di rilievo. La gara si avvia lentamente alla conclusione e gli unici spunti interessanti sono di marca spagnola.

La sconfitta non toglie nulla al valore dell'Italia che per competere con le nazionali più forti al mondo ha bisogno di tutti i suoi effettivi e di attaccanti di peso internazionale. I migliori degli azzurri sono stati Paletta, Cerci e Osvaldo. Se la Spagna, a cui comunque mancava qualche senatore, riuscirà ad esprimere questo livello di gioco anche in Brasile allora non sarà per nulla semplice togliergli il titolo di campioni del mondo.

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