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Il Cosmi furioso: 'Ecco tutta la verità su Zamparini'

L'esonero di Serse Cosmi dopo il 4-0 subito dal Palermo nel derby siciliano contro il Catania ha lasciato molti interrogativi considerando che il tecnico era arrivato sulla panchina siciliana solamente da 4 giornate e nell'ultima sfida prima della sosta per le Nazionali aveva battuto la capolista Milan conquistando tre punti prestigiosi.

Intervistato in esclusiva su 'La Gazzetta dello Sport' l'ex tecnico rosanero Cosmi ha voluto rivelare tutti i particolari che hanno portato alla separazione da Zamparini: 'Per rispetto del Palermo è giusto che la gente sappia la verità. Ed io non ho paura di dirla. Quando sono arrivato alla Borghesiana la squadra era scioccata dalla partita precedente. Ho trovato gruppetti divisi per nazionalità. Poi però stavamo lavorando bene fin quando tutti non sono partiti con le Nazionali'.

Si passa a parlare nel dettaglio dell'episodio oscuro in cui Cosmi è andato su tutte le furie per l'intromissione del presidente Zamparini sulla formazione titolare da schierare nel derby a Catania: 'Domenica mattina alle 10 il presidente Zamparini mi chiede la formazione. Gli dico che sta fuori Pastore e gioca Miccoli. Si arrabbia, per l’esclusione del Flaco e anche più per la presenza di Fabrizio. Abbiamo una discussione molto violenta. Io volevo tenere fuori Pastore perché era stato 12 giorni con la nazionale, già non era in grande condizione. In allenamento l'ho visto giù. L'ho fatto per tutelarlo. Gliel'ho spiegato in camera mia: 'Recuperi e alla prossima riparti. Meglio così'. Sembrava sereno, convinto. Rinunciare a Pastore per capriccio sarebbe un suicidio. Non l’avrei mai fatto. Dopo la lite con Zamparini, io confermo la formazione provata in allenamento'.

Cosmi mantiene dunque la sua idea iniziale ma succede quello che non ci si aspetta con il capitano Miccoli chiede al tecnico di star fuori: 'Prima della partita Miccoli viene a parlarmi: 'Mister, pensi a se stesso. Mi lasci fuori. So tutto'. Aveva saputo da giocatori che avevano parlato con il presidente. Fabrizio è un amico, nessuno ci metterà contro. Mi parla con gli occhi lucidi, sconvolto. Come posso mandarlo in campo? Era già nella lista dell’addetto all’arbitro. Cambio, metto Hernandez. La squadra sa tutto. Come può entrare in campo serena? Il nostro è un mondo di ipocriti, ci mettono uno contro l'altro e noi ci stiamo. Il ruolo dell’allenatore deve recuperare dignità. Zamparini ci ha messo sul piatto un’occasione d’oro. Nessuno ha fiatato: normale che un presidente voglia fare la formazione? L’Assoallenatori latita'.

 (foto © LaPresse)

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