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Serbia-Albania: sospesa la partita di qualificazione a Euro 2016 per scontri violenti e invasione di campo

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La provocazione piuttosto spregiudicata di una mano invisibile ha trasformato l’incontro Serbia-Albania in qualcosa di profondamente diverso da una partita di calcio.

Scontri a Belgrado, sospesa per invasione di campo Serbia-Albania: tutte le foto

Un drone recante la bandiera con l’aquila e in più l’eloquente slogan nazionalista Kosovo autoctono”, è piombato all’interno del campo durante l’incontro scatenando la rabbiosa reazione dei padroni di casa ed una rissa furibonda tra giocatori delle due squadre, con inevitabile sospensione dell’incontro determinata dalla contemporanea invasione dei tifosi di Belgrado.

L'ultimo conflitto armato dei Balcani e l’attacco militare della coalizione Nato contro l’ex Federazione della Yugoslavia, costretta dalla missione internazionale a cedere in via prima parziale e poi totale una porzione della propria sovranità territoriale a beneficio del nascente Stato kosovaro, sono ancora ben impressi nella memoria della popolazione serba, ragion per cui la gara in questione era di per sé un evento a rischio.

(Belgrado, violenze in campo dopo la provocazione del drone filo-kosovaro: il video)

Nessuno però poteva immaginare che Serbia-Albania sarebbe finita così male, con una violenta rissa dentro il terreno di gioco estesa non solo ai calciatori ma anche agli staff delle rispettive nazionali ed a una parte del pubblico riuscito a scavalcare le recinzioni degli spalti per partecipare alla battaglia.

Negli scontri scoppiati in campo è rimasto coinvolto anche Ivan Bogdanov, capo ultrà serbo protagonista nel 2010 di intemperanze durante la partita con l’Italia a Genova, arrestato dalle forze dell’ordine fuori dallo stadio Marassi e condannato a quasi due anni di carcere dalle autorità italiane.

Ivan il Terribile, il leader degli ultras serbi noto al pubblico italiano

Possibile, alla luce di quanto accaduto a margine della gara di Belgrado valevole per le qualificazioni ai campionati Euro 2016, che la Serbia paghi ancora una volta un prezzo salato a livello di sanzioni da parte dei vertici del calcio internazionali, mentre qualche punizione più attenuata sembra potersi profilare per l’Albania.

Resta poi da chiarire, dettaglio non certo di secondaria importanza, la provenienza del drone propagandistico planato dentro lo stadio e manovrato abilmente da ignoti fino a disturbare i giocatori sul rettangolo verde.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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