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Scontri ultras Napoli-Fiorentina: arrestato "Gastone" il capo tifoso della Roma

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L’edizione 2014 della Coppa Italia non passerà alla storia per la bella vittoria del Napoli e per la prestazione coraggiosa ed orgogliosa della Fiorentina. Sui giornali di tutto il mondo ci sono le foto degli scontri avvenuti nel pre partita e quelle del tifoso napoletano ferito da un colpo di pistola al petto ed ora ricoverato in gravi condizioni in un ospedale di Roma. Il calcio italiano è ostaggio di gente senza scrupoli che sfrutta la zona franca dello stadio per fare i propri comodi. Sono problemi che non si risolvono con provvedimenti risibili come la tessera del tifoso sulla quale sarebbe meglio stendere un velo pietoso.

Mentre Ciro Esposito, trentenne napoletano, combatte tra la vita e la morte la questura di Roma ha provveduto ad arrestare Daniele De Santis, 48 anni, capo ultras della Roma e meglio conosciuto con il soprannome di “Gastone”. Secondo i primi accertamenti sarebbe lui il responsabile del ferimento del tifoso napoletano, infatti l’accusa è di tentato omicidio.

La ricostruzione dei fatti è agghiacciante. “Gastone” avrebbe provocato i tifosi del Napoli lanciandogli un fumogeno, alla pronta reazione dei napoletani avrebbe risposto esplodendo sette colpi d’arma da fuoco. Daniele De Santis è stato ritrovato privo di sensi e con una ferita alla testa. La pistola giaceva al suo fianco. Da notare che l’arma era priva di regolare matricola. Gli inquirenti stanno indagando per chiarire ulteriormente la meccanica dei fatti e soprattutto il movente.

Purtroppo “Gastone” non è nuovo a fatti di questo genere. E’ stato coinvolto nelle indagini successive agli scontri avvenuti prima, durante e dopo Brescia-Roma del 1994. Furono feriti il vice questore Salmin e sedici agenti di polizia. “Gastone” fu prima arrestato e poi assolto. Il suo momento di maggior “gloria”, però, è stato il derby Roma-Lazio del 2004 quando riuscì a non far giocare il secondo tempo della partita sostenendo la notizia, poi rivelatasi totalmente falsa, che un bambino fosse stato investito dalle forze dell’ordine durante gli scontri avvenuti prima della partita.

E’ inutile fare moralismi. Gli inquirenti faranno le loro indagini e trarranno le conclusioni. Quello che si chiede a chi dirige il mondo del calcio, vessato annualmente da scandali di ogni genere, è di trovare una soluzione definitiva a questo problema.

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