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Scontri Marassi, arrestato capo ultrà serbo

Ivan il terribile. Sin troppo facile l'accostamento tra lo zar russo vissuto nel '500 e Ivan Bogdanov, detto 'coi', 29enne disoccupato serbo, ieri sera alla testa dei tifosi slavi che hanno messo a ferro e fuoco Marassi.

L'arresto di Ivan Bogdanov, il video

Gli scontri allo stadio - Video

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SCONTRI - La polizia lo ha arrestato a tarda notte, mentre nel piazzale antistante lo stadio genovese erano ancora in corso violenti scontri tra forze dell'ordine e hooligans serbi. Bogdanov era nascosto all'interno del vano portabagli di uno dei pullman che ha portato in Italia i tifosi ospiti. Dopo aver trascorso la notte in camera di sicurezza della questura, è stato trasferito nel carcere genovese di Marassi. Secondo quanto riporta il sito della radio B92, Bogdanov è tra i leader del gruppo Ultra Boys che segue la Stella Rossa di Belgrado, su di lui pendono 4 denunce penali. Il bilancio parla di 17 fermati, tra cui un italiano, e 20 feriti, di cui tre carabinieri.

I MOTIVI - Stampa 'main stream' piuttosto impreparata su quanto accaduto ieri sera. Da rabbrividire le considerazioni Rai sul saluto cetnico dei calciatori ai tifosi, scambiato per la paura di perdere 3-0 a tavolino, così come la tesi che vuole i tifosi serbi arrabbbiati per la sconfitta interna contro l'Estonia. Molto più credibilmente le motivazioni di quanto accaduto ieri sera sono politiche, il calcio, insomma, c'entra ben poco. In particolare, la stampa serba ha ricondotto gli incidenti di ieri a quelli scoppiati qualche giorno fa a Belgrado, in occasione del 'gay pride': 'Si tratta di attacco allo stato. E' stata una rappresaglia neonazista dopo i violenti scontri con la polizia del 10 ottobre'. Tanti episodi di violenza così ravvicinati sarebbero una mossa per creare instabilità e costringere alle dimissione il governo Tadic, che preme per l'ingresso in Ue, e andare ad elezioni anticipate. Per il presidente della Federcalcio Tomislav Karadzic, 'i mandanti delle violenze sono a Belgrado'. Non manca chi cerca ragioni storiche: 'Gli italiani hanno la memoria corta, i serbi no' scrive il blog freedomforfans 'Non hanno dimenticato i 78 giorni di bombardamento a Serbia, Montenegro e Kosovo con l’Italia in prima fila e partiti il 24 marzo 1999'.

ACCUSE - Quello di oggi è anche il giorno dello scaricabarile tra polizia serba e italiana. Belgrado: 'Avevamo avvertito dei pericoli', parole che non trovano riscontro in quelle di Antonello Valentini, direttore generale della Figc. 'Tra polizia serba e italiana non c'è stata alcuna collaborazione' ha dichiarato ai microfoni di RadioUno Rai, nella trasmissione 'Start - La notizia non puo' attendere' 'Chi ha gestito l'ordine pubblico ha saputo mantenere i nervi saldi e grande equilibrio ed e' stato così evitato il male minore'.

PRANDELLI - Emergono alcuni particolari della raccapricciante serata genovese. Ecco la testimonianza di Cesare Prandelli: 'Il portiere Vladimir Stoijkovic è venuto a cercare conforto nel nostro spogliatoio, tremava, aveva paura'. Il calciatore serbo era stato oggetto id una aggressione da parte dei propri tifosi, poco prima di giungere allo stadio. Tra quelli presneti ieri a Genova c'era chi non gli avrebbe perdonato il passaggio dalla Stella Rossa al Partizan di Belgrado.

Foto da corriere.it

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