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Scandalo scommesse: Maroni attacca, Bellavista in difesa

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Lo scandalo calcio scommesse continua ad occupare in primo piano la cronaca di tutti i giorni con tutti gli sviluppi ora dopo ora. Giorni duri, durissimi per l'ex capitano del Bari Antonio Bellavista che resta in carcere a Cremona ma pensa da lì alla scuola calcio di Bitonto con 300 giovani: 'Ci ho messo il cuore per quella struttura, spero che questa storia non abbia ripercussioni'.

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L'ex calciatore ha avuto la possibilità di riabbracciare la sua convivente Tiziana e il suo fratello più piccolo, Dino, che ha dichiarato: 'È stato un incontro emozionante. Vedendolo di persona, con il viso un po' smunto e il morale sotto i tacchi, mi sono reso conto ancor di più del dramma umano che sta vivendo'. Bellavista ha raccontato al fratello tutta la sua amarezza nel leggere i quotidiani e le accuse ricevute in queste ultime settimane: 'Mi stanno rivolgendo accuse infamanti. La cosa che mi ha fatto più male è avermi considerato un malavitoso. Con la criminalità non ho mai avuto nulla a che fare. Non ho mai fatto parte di nessuna cricca'.

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Prosegue nel frattempo l'inchiesta della Procura di Cremona sullo scandalo calcioscommesse con il ministro dell'Intero Roberto Maroni che è stato molto duro nel trattare l'argomento quest'oggi: 'Mi pare che il mondo del calcio abbia ampiamente dimostrato in questi anni di non avere imparato la lezione, di non essere in grado di generare gli anticorpi necessari: io voglio dare un aiuto, se è gradito bene, altrimenti lo do lo stesso. Oggi sarà firmato il decreto che istituisce l'unità informativa, a cui partecipano Coni, Fgci, Unire e Monopoli di Stato, per raccogliere tutte le informazioni sul mondo delle scommesse non solo calcistiche. C'è un gruppo investigativo per capire se nelle informazioni raccolte ci siano elementi interessanti per attività investigative'. Gli aggiormenti parlano di una richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata da Signori, Sommese e altri indagati con la precisazione dell'assenza di urgenza da parte del gip di Cremona Guido Salvini di sentire Cristiano Doni e Stefano Bettarini, coinvolti anch'essi nelle intercettazioni.

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