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Rottura Aic-Lega: lo sciopero della Serie A diventa ufficiale

  • LaPresse

Alla fine sciopero fu. Una decisione forte, per alcuni inevitabile che però fa male al calcio e fa male all'Italia, già presa da problemi di rilevanza nettamente superiore. Si parla di crisi economica, le borse sono in discesa libera, in Libia vengono rapiti 4 giornalisti italiani ma oggi siamo qui a dover raccontare dello sciopero della 1° giornata della Serie A 2011-2012.

Proprio quando in Spagna lo sciopero invece è stato revocato per la 2° giornata e quindi si è trovata una soluzione, in Italia dopo la debacle europea di Udinese e Roma giunge una nuova brutta notizia per i tifosi con lo slittamento del campionato che tutti attendevano con trepidazione. 'Preso atto della mancata sottoscrizione dell'Accordo Collettivo - viene reso noto nella nota dell'Aic - da parte della Lnpa, l'Assocalciatori comunica che i calciatori di serie A non scenderanno in campo in occasione delle gare programmate per la 1ª giornata di andata del campionato 2011-2012 nei giorni di sabato 27 e domenica 28 agosto 2011'.

Tutto ciò è avvenuto nonostante il tentativo in extremis da parte di Tommasi che aveva proposto di firmare un contratto transitorio con scadenza 30 giugno 2012 per avere dunque un anno intero per dedicarsi alla messa a punto di un protocollo più moderno. Si sperava in un miracolo, si sperava in un colpo di coda finale che in realtà non c'è stato con la dura presa di posizione da parte di Beretta, presidente della Lega di Serie A: 'In Spagna si sciopera perche' non si pagano gli stipendi ai giocatori, in Italia per due questioni che dovrebbero essere scontate e in altri settori sono acquisite da tempo: la resistenza dell'Aic é incomprensibile, loro fanno un sindacato ideologico. Se non hanno problemi a pagare l'eventuale contributo di solidarietà, perché non lo mettono per iscritto?' Ancora più pessimista l'intervento di Giancarlo Abete: 'L'ipotesi di uno sciopero a oltranza è uno dei problemi che si pone - ha sentenziato il presidente della Federcalcio - Permane il rischio pensando alle gare successive. C'è amarezza perché c'erano tutte le condizioni affinché questo non avvenisse. È assolutamente incomprensibile il fatto che non si sia arrivati alla firma dell'accordo collettivo per situazioni collegate all'ipotetico contributo di solidarietà e all'articolo sette sugli allenamenti differenziati'.

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