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Roma-Soros: settimana decisiva?

Se il titolo de “Il Romanista” non promette nulla di buono: “Soros rinuncia, la Roma resta ai Sensi”, le indiscrezioni alimentano le speranze di una felice conclusione della estenuante trattativa tra il club giallorosso e “l’uomo da 11 miliardi di dollari”. Giovedì arriverà a Roma l’avvocato Joe Tacopina, la cui opera di mediazione potrebbe risultare decisiva.

“Ci sono 377 milioni di motivi perché bisogna vendere la Roma. Sono gli euro cui ammonta il debito della controllante ItalPetroli”, si legge tra le colonne del quotidiano sportivo capitolino. Motivi che se da un lato spingono il club giallorosso verso Soros, dall’altro risultano insufficienti, almeno ad ascoltare le parole di Maria Sensi: “Perché dovremmo venderla?”

A frenare la trattativa sarebbe stato l’atteggiamento della Roma: Mercoledì Steven Horowitz, della Inner Circle Sports, era tornato negli uffici di Soros con un accordo sulla parola per acquistare la Roma, ma i Sensi a quel punto non hanno concesso all’americano di presentare un’offerta scritta: in quel caso avrebbero dovuto comunicarlo immediatamente alla Consob, ovvero un modo come un altro per prendere ancora tempo, cosa che non è affatto piaciuto a Soros. Dopo questo episodio sono arrivati due “no” del magnate di origine ungherese. Ora le speranze si concentrano tutte nell’incontro Tacopina-Sensi.

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