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Roma-Torino 2-0, Osvaldo di rigore. Ventura: "E' una vergogna"

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La tredicesima giornata di Serie A chiude con il posticipo dell’Olimpico di Roma dove i giallorossi padroni di casa ospitano il Torino di Ventura. Per Zdenek Zeman è indispensabile una vittoria per rasserenare l’ambiente dopo la sconfitta nel derby con la Lazio e per restare attaccati al treno dell’Europa League. I granata dal canto loro sono certamente una squadra pericolosa in trasferta.

Zeman va col classico 4 3 3. In porta c’è Goicoechea. La difesa a quattro è formata da Piris, Marquinhos, Castan e Balzaretti. Centrocampo tutta corsa con Pjanic, Bradley e Florenzi. In avanti il tridente classico con Lamela, Totti e Osvaldo. Ventura opta per il 4 2 4 con Santana e Cerci molto alti a cercare di fermare sul nascere il gioco della Roma.

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La prima occasione è per i giallorossi. All’ottavo minuto una ripartenza di Lamela viene finalizzata da Osvaldo. Il tiro a giro dell’attaccante della nazionale esce di poco da ottima posizione. La pressione degli uomini di Zeman è costante. Al diciottesimo è Francesco Totti ad andare vicinissimo al gol. Il capitano della Roma servito a limite dell’area riesce a trovare lo spazio per un tiro a giro che esce di pochi centimetri a Gillet battuto.

Il Torino soffre ma non rischia mai seriamente di capitolare. Al trentacinquesimo una combinazione Lamela-Florenzi porta il giovane centrocampista azzurro alla conclusione. Il tiro, però, è ben alto sulla traversa. Il Torino arriva per la prima volta al tiro al minuto 37. Sgroppata di Cerci sulla fascia, cross al centro per Bianchi che controlla e tira. Goicoechea respinge in calcio d’angolo.

Finisce così il primo tempo. La Roma, meno spumeggiante del solito, ha provato a superare la difesa del Torino senza grossi risultati. Il Toro è stato pericoloso solo in un’occasione con Rolando Bianchi.

All’inizio della seconda frazione di gioco le due squadre si allungano inspiegabilmente ed in mezzo al campo ci sono molti più spazi. Il risultato, però, non si sblocca e Zeman prova a cambiare le carte in tavola. Al minuto sessantacinque effettua un doppio cambio, fuori Totti e Florenzi, dentro Marquinho e Destro.

Il cambio produce gli effetti sperati. Un’incursione in area di Marquinho al sessantanovesimo provoca un calcio di rigore assegnato con il supporto dell’arbitro di linea. Un rigore abbastanza fantasioso. Sul dischetto si presenta Osvaldo che non sbaglia e porta in vantaggio i giallorossi. Ventura infuriato viene espulso dall’arbitro Guida.

I granata provano a reagire. Al settantottesimo è Bianchi ad impensierire Goicoechea con un diagonale che esce di poco. La Roma risponde dopo due minuti con un bell’inserimento di Destro che prova ad incrociare ma il tiro termina al lato della porta difesa da Gillet.

Il Torino inevitabilmente si apre e la Roma colpisce in contropiede ma Osvaldo non riesce ad angolare il tiro dal limite dell’area e Gillet riesce a respingere. Il raddoppio arriva all'ottantacinquesimo ed è Pjanic a mettere in rete con un tiro dal limite dell'area che batte Gillet grazie ad una deviazione di Gazzi.

La gara termina senza ulteriori sussulti. Non è stata una bella partita e la Roma l'ha sbloccata su un calcio di rigore che non è sembrato evidente. Con questi tre punti i giallorossi si portano a venti punti in sesta posizione subito davanti al Catania e tre punti dietro la Lazio. Il Torino deve recriminare soprattutto sulla poca propensione offensiva. Osando di più la squadra di Ventura avrebbe sicuramente potuto portare via dei punti dall'Olimpico.

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