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Ricusato il biscotto, salta il processo

 di Zoro

Devo ancora capire se ieri l'Italia ha fatto la partita perfetta al cospetto di una grande compagine mai doma o viceversa sia stata immensamente baciata dal culo divenuto fondamentale per superare con ansia un'accolita di pippe spompate.

Probabilmente la verità sta nel mezzo, o al centro, dove De Rossi ha tritato il tritabile e Pirlo ha imbroccato la prima partita di questo europeo (e per questo Donadoni ad un certo punto l'ha sostituito).

Di fatto se Ribery non si fosse rotto dopo 5 minuti, se Abidal avesse lasciato Toni libero di fare quello che ha fatto per il resto della partita (trovarsi solo davanti al portiere senza sapere perché e soprattutto a qual fine), se Henry non avesse il solito fiuto del gol, se Buffon non avesse buttato un guanto a smanacciare sul 2-0 un tiro degno del miglior PierPiero da processo, e se soprattutto le riserve minorenni dell'Olanda non avessero fatto il biscotto di vincere apposta per riincontrare eventualmente i già maciullati Italiani ecco, se tutto ciò non fosse successo, saremmo già a casa nonostante avessimo davanti un'accolita di mezze pippe spompate.

Su Domenech che lascia a casa Mexes e Trezeguet e chissà chi altri per portarsi appresso Boumsong, Anelka e Gomis (che ieri non ha giocato, una delle più grosse seghe mai viste in una competizione professionistica), sarebbe ingeneroso infierire. Solo un'orgogliosa omosessualità può spiegare certe scelte tecniche, solo l'amore porta a tanto perverso e tenace autolesionismo, e la fretta con la quale al termine dell'incontro l'allenatore francese ha annunciato eterosessualissime nozze agli esterrefatti giornalisti, confermerebbe la teoria.

E ora la Spagna di Villa, Torres e Zapatero, domenica prossima, sperando nel trionfo, temendo il processo del lunedì, nella speranza di non venir ricusati.

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