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Riccardo Garrone: "Antonio Cassano? Un campione che non sa controllarsi"

E' il 26 ottobre 2010, un martedì. Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria, dice ad Antonio Cassano: "Vorrei venissi con me a Sestri Levante per il premio Rete d'argento. Basta che lo ritiri, puoi anche non fermarti a cena". Ma al talento barese non va bene e dice di no. Da quello scambio esplode una lite furibonda, con il calciatore che ricopre di ingiurie Garrone - che lo ha accolto a Genova come un figlio - rompendo irrimediabilmente il rapporto con il presidente e la città. A gennaio Cassano è venduto al Milan, confermando quanto già lasciato intendere nei mesi precedenti dal patron blucerchiato, che in diverse interviste parla con rabbia e rimpianto del suo giocatore, definendolo un "campione" con un "pessimo carattere". Un rapporto quasi padre-figlio, che riecheggia oggi nelle parole lasciate da Cassano sul sito dell'Inter a commento della morte dell'imprenditore: "Un dolore straziante, oggi è uno dei giorni più brutti e tristi della mia vita. Rimarrai per sempre nel mio cuore e ti vorrò bene per sempre".

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