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Quel bravo ragazzo di Kakà

"Niente discoteca, sono Kakà".Il fuoriclasse brasiliano del Real Madrid si è confessato in un'intervista rilasciata nella notte ad un programma radiofonico trasmesso da "Cadena Ser".

Quel che ne è uscito, è il quadro di un ragazzo lontano dallo stereotipo del calciatore moderno, tutto gel, locali notturni e showgirl al seguito. "Preferisco serate tranquille, cene con amici, piuttosto che le discoteche".

"Faccio parte degli Atleti di Cristo,Crediamo in Dio, Gesù e lo Spirito Santo, però,rispetto alla chiesa cattolica, abbiamo un solo santo, che è Gesù. Gli altri santi, la Madonna, li consideriamo perone importanti usate da Dio, ma non Santi. Prego tutti i giorni e leggo la Bibbia".

"In Spagna sto bene. E in campo si bestemmia meno che in Italia. Una volta al Milan chiesi ai compagni di darsi una calmata. Non era mica colpa di Dio se sbagliavano un gol o un passaggio. La verginità? Un valore.Io e mia moglie siamo arrivati vergini al matrimonio, qualcuno non ci crede,ma non èun problema,non devo dimostralo a nessuno".

"Il calcio spagnolo è più aperto, in Italia alla tecnica si predilige la tattica. Nello spogliatoio occupo il posto tra Raul, il 7, e Cristiano Ronaldo, l'8. Parlo molto con loro. Nel mio armadietto però ci sono meno creme, non sono vanitoso".

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