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Petrucci: 'Ma cosa scioperate?'

Sono giorni di convulse trattative tra i massimi organi sportivi del paese per evitare lo sciopero dei calciatori proclamato per l'11 e il 12 dicembre prossimo, quando è in programma la 16° giornata di campionato.

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Gli schieramenti sono facilmente individuabili. Aic, il sindacato che difende le richieste dei calciatori da una parte, Lega calcio, Figc e Coni dall'altra. Si lavora per cercare di dissuadere Campana dalla clamorosa mobilitazione.

Sulla vicenda, è duro l'intervento del presidente Coni Gianni Petrucci: 'I calciatori non si rendono conto del momento che vive il paese. Scioperare sarebbe assurdo. Si dice che si fa sciopero per i più deboli, ma i più deboli domenica giocano. Si dice inoltre che tutti i calciatori siano d'accordo, ma non è stata convocata un'assembrlea. Mi auguro che domenica si giochi, il calcio è una cosa pubblica. Una cosa è certa: dopo ciò che è avvenuto bisogna modificare tutta la materia'.

Alessandro Budel, centrocampista del Brescia, ieri ospite della trasmissione 'Che Domenica' di Sportitalia, ha spiegato le ragioni dello sciopero. 'Sul contratto collettivo c'erano 8 punti al centro della questione. 6 li abbiamo accettati, siamo andati incontro alle richieste dei presidenti. Ma su 2 francamente non ci stiamo. Saremmo trattati come oggetti. Ritorneremmo a 30 anni fa, costretti ad accettare qualsiasi destinazione, anche controvoglia'.

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