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Parma, ultime notizie: fallimento vicino, ma la Lega studia la soluzione 'paracadute'

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di Raffaele Natali

Sono giorni tristi per il Parma e per il mondo del calcio tutto. Nel week end si sarebbe dovuta giocare la gara tra i ducali e l'Udinese, ma la crisi societaria che va avanti ormai da diversi mesi sembra ormai giunta al punto di non ritorno: sono mancati infatti i 40mila euro per coprire i costi dell'organizzazione della sfida contro i friulani e l'ipotesi più plausibile è ora quella del fallimento.

"Chiuso per rapina" si legge sui cancelli del Tardini, stadio che in questi anni è stato teatro dei numerosi trionfi della società ducale. E' il messaggio accorato dei tifosi ducali, riunitisi fuori l'impianto nelle ore in cui si sarebbe dovuto giocare il match: 500 supporter amareggiati e arrabbiati soprattutto contro chi ha generato quel buco di quasi 100 milioni di euro che ora ha messo in ginocchio il club, compromettendone il futuro. Tommaso Ghirardi, in primis, viene ritenuto il colpevole di questa situazione, ma i cori di protesta sono stati anche indirizzati all'ex direttore sportivo Pietro Leonardi.

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Emblematico che all'evento fosse presente anche l'ex bandiera ed ora manager del Parma Alessandro Melli: il corteo ha così raggiunto l'abitazione dello stesso Leonardi. "In galera", hanno urlato i manifestanti di fronte al cordone di polizia messo a protezione della casa del dirigente. “Vorremmo dare un segnale forte al mondo del calcio - si legge nella convocazione dei Boy alla manifestazione - a quel mondo che doveva monitorare la stabilità economica del nostro club e che ha permesso che tutto ciò accadesse, girandoci le spalle in questo momento delicato, vorremmo ricordare a tutti quelli che sono i veri colpevoli, quelli che devono pagare: Ghirardi e Leonardi.

Tante ed evidenti anche le responsabilità di Lega e Figc, assolutamente incapaci di vigilare sulla credibilità e la solidità economica dei soggetti che in questi anni hanno portato alla rovina il Parma: “Come hanno vigilato sul Parma la Lega e Figc? Dov’erano mentre veniva svenduto a società sconosciute o in tutti questi mesi in cui si accumulavano i debiti e le persone non venivano pagate? Era più dignitoso chiudere e ammettere di non avere soldi, piuttosto che fare questa fine”.

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Gli scenari sono adesso i più nefasti: i calciatori avevano pazientato fino a questo momento, in attesa di verificare la veridicità delle promesse del nuovo proprietario Manenti, col fine di evitare la messa in mora della società. Ora non c'è più tempo e le prossime ore potrebbero essere quelle in cui si sancirà la fine del Parma e il ritiro della squadra dal campionato.

In questo senso si sta però studiando una soluzione paracadute: una volta decretato il fallimento, potrebbe infatti essere la Lega Calcio a prendersi carico delle spese della gestione ordinaria del club, che avrebbe così la possibilità di concludere il campionato.

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