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Parma, è arrivato il fallimento ufficiale: buco da 218 milioni di euro

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di Raffaele Natali

Ora è ufficiale: è stata depositata dal giudice Pietro Rogato, la sentenze relativa al fallimento del Parma. Una notizia che di fatto è stata presa come una liberazione per i tanti tifosi della società ducale, perché arrivata al termine di un periodo di speculazioni, truffe e menzogne, culminato nell'arresto del presidente Giampietro Manenti arrivato nelle scorse ore. Sono stati ora nominati due curatori, con i commercialisti parmigiani Angelo Anedda, presidente dell'ordine dei commercialisti di Parma, ed Alberto Guoiotto , curatore speciale per la Parmalat nella vicenda Lactalis, che dovranno gestire le varie fasi in cui si concretizzerà il fallimento.

A sconcertare sono i debiti complessivi che sono stati attribuiti alla società Parma: 218.446.754,61 euro è l'ammontare totale delle pendenze con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro. Un ingente debito sportivo, valutabile in 63.039.920 euro, è riferito ai calciatori tesserati, con altri 11 milioni circa riguardanti altre membri dello staff. Come si legge sulla sentenza emessa dal giudice Rogato, "lo stato di insolvenza appare conclamato ed irreversibile".

La sconcertante prima conferenza di Manenti

Nel comitato dei creditori c'è anche il capitano del Parma Alessandro Lucarelli, che in questi mesi è stato portavoce delle scelte sportive della squadra. Come si legge nella sentenza, la Serie A ha dato la propria totale disponibilità a valutare iniziative che diano la possibilità alla squadri di proseguire e terminare il campionato in corso, con interventi concordati con i curatori fallimentari.

Ora esistono due ipotesi: a fine campionato si potrebbe trovare trovare un nuovo proprietario che dovrà farsi carico dei debiti sportivi pregressi, che verranno rinegoziati, oltre a ripagare i soldi anticipati dagli organi calcistici. In questo caso il Parma si ritroverebbe in serie B con un nuovo progetto e l'indebitamento azzerato.

L'alternativa sarebbe quella di far fallire il club a giugno e con un deroga del presidente federale far ripartire la società dalla Lega Pro anziché dai Dilettanti, con lo sgravio totale dei debiti. Quest'ipotesi ha trovato già l'adesione di un gruppo di imprenditori locali.

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