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Nuova grana per la Juve

Dopo essersi scatenato, tra maggio e agosto scorsi, con tutta la sua forza, il ciclone calciopoli sembrava essersi esaurito.
Ma quando meno te lo aspetti eccolo ritornare. E sono di nuovo fulmini e saette. Soprattutto per la Signora del calcio italiano, la Juventus, minacciata nuovamente dal caso che ha tenuto banco la seconda parte dell’estate sportiva italiana.

I carabinieri di Roma stanno consegnando 48 avvisi di chiusura indagine firmati dalla procura napoletana nell'ambito dell'inchiesta di Calciopoli.

Il reato di associazione per delinquere viene ipotizzato tra gli altri nei confronti di otto arbitri, di cui alcuni non erano comparsi nella prima fase delle indagini.

Si tratta di Gianluca Paparesta, Salvatore Racalbuto, Stefano Cassarà, Antonio Dattilo, Paolo Bertini, Marco Gabriele, Massimo De Santis, Tiziano Pieri e l'assistente di gara Marcello Ambrosino.
Lo stesso reato è ipotizzato per Luciano Moggi, gli ex designatori Paolo Bergamo e Pier Luigi Pairetto e l’ex direttore sportivo del Messina, Fabiani.

Il coinvolgimento del club siciliano è legato ad alcune partite del campionato 2004-2005. Nel mirino anche Juventus-Milan disputatasi a Torino il 18 dicembre 2004, e finita 0-0 (i rossoneri hanno già fatto sapere che, qualora venissero accertate irregolarità nei loro confronti, chiederebbero l’assegnazione dello scudetto 2004-05 non assegnato a nessuno).

Moggi e Fabiani vengono indicati come gli istigatori e accusati di aver compiuto "atti fraudolenti e finalizzati a influire sul risultato dell'incontro di calcio".
Un esito "perseguito dal Bertini che si adoperava per il conseguimento di un risultato comunque favorevole alla squadra di Moggi".

C'è l'aggravante "di aver commesso il fatto predeterminando il risultato di un incontro di calcio influente ai fini dello svolgimento di concorsi, pronostici e scommesse regolarmente esercitati".

La partita, conclusasi sul risultato di parità, confermò il vantaggio della Juventus con quattro punti sul Milan.
Proprio Fabiani, aveva festeggiato qualche giorno fa l’incarico di nuovo direttore sportivo della Salernitana (C1).

Il dirigente, in una nota diffusa dalla società campana, si dichiara ottimista sugli sviluppi della vicenda: "La cosa mi coglie di sorpresa, ma ho piena e incondizionata fiducia nella magistratura. Sono a completa disposizione degli inquirenti in qualsiasi momento vorranno ascoltarmi. Oggi, però, il mio pensiero è volto solo a far bene il mio lavoro in seno alla società Salernitana Calcio 1919".

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