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Non c'è pace per il pallone

Due sono le notizie di reato: violazione della legge 401/’89 per aver partecipato a "scommesse, giochi e concorsi a pronostici abusivamente raccolti e gestiti"; effettuazione di operazioni bancarie "con modalità elusive della normativa anti-riciclaggio".
Coinvolti sono ventuno calciatori che stanno per ricevere l’avviso di chiusura delle indagini da parte della Procura di Udine, si tratta di: Abeijon (Atalanta), Bia (ex Bologna, Inter e Napoli), Bordin (ex Napoli), Di Michele (Palermo), Ferrante (Pescara), Fresi (ex Inter), Gregori (ex Udinese e Verona), Iaquinta (Udinese), Jankulovski (Milan), Kalac (Milan), T. Manfredini (Bologna), Margiotta (Frosinone), Pierini (ex Udinese), Pineda (ex Udinese), Pinzi (Udinese), Scarlato (Spezia), Schwoch (Vicenza), Sgrigna (Vicenza), Sommese (Mantova), Sosa (Napoli), Walem (ex Udinese).

Al 31 dicembe 2004, sarebbe ammontato a 160mila euro lo scoperto di Vincenzo Sommese, centrocampista del Mantova, sul proprio conto corrente. "Sembrerebbe che anche compagni di squadra (Scarchilli) prestino denaro al Sommese, la cui posizione offre valutazioni di natura extra giudiziaria, su profili di natura squisitamente patologica delle persone sfortunatamente coinvolte in attività di gioco d’azzardo", così scrivono gli investigatori della Guardia di Finanza di Udine.

Non finisce qui. Quello di “Valle Maria” secondo le fiamme gialle sarebbe uno pseudonimo utilizzato per scommettere sul pari di Reggina-Bologna dell’8 maggio 2005 e su tre “X” : Ascoli-Cagliari 2-2; Parma-Siena 1-1; Udinese-Chievo 1-1, cifre importanti: 100 mila euro di puntata e 40 mila di guadagno per Reggina-Bologna. La seconda (terno di X: 10 mila giocati, 80 mila e 300 di «plusvalenza») è di paternità ancora più incerta.

Siamo di fronte ad un nuovo scandalo-scommesse?

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