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Nocerina retrocessa, ingiustizia è fatta? Pesanti squalifiche per calciatori e dirigenti che pagano il clamore mediatico

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Questa mattina è stata emessa la sentenza di primo grado sul caso Salernitana-Nocerina. La squadra campana è stata esclusa dal campionato di competenza con effetto immediato ed è diventata la notizia di apertura di alcuni tg, davanti a tante, infinite, cose più importanti. Si sa sbattere il mostro in prima pagina fa sempre effetto. La Nocerina è stata condannata per responsabilità oggettiva, primo e unico caso nella storia della giustizia sportiva italiana, in un illecito.

La definizione d’illecito riportata dagli articoli del codice sportivo è semplice. Si tratta dell’accomodamento di un risultato sportivo ai fini di avvantaggiare una squadra in classifica. Da notare che la forma d'illecito più diffusa è quella per aggiustare i risultati non tanto per la classifica quanto per le quote delle scommesse sportive. In questo caso la squadra avvantaggiata in classifica sarebbe stata la Salernitana, ma non ci sono stati contatti tra le due dirigenze e non c’è nessun tesserato della Salernitana tra gli indagati, come è giusto che sia.

Facciamo un passo indietro. Due anni fa, estate 2011, ci sono state le ultime sentenze su scommessopoli. Le pene per squadre e calciatori rei di aver aggiustato decine e decine di partite sono state al massimo di nove punti di penalizzazione e un po’ di mesi di squalifica. Qualcuno è stato squalificato per tre o quattro anni ma poi queste condanne sono state eliminate da quello scontificio che è il Tnas. Ultimo esempio Gillet, portiere del Bari che partecipò alla gara, quella si, farsa tra Salernitana e Bari, che ha ricevuto uno sconto di trenta mesi di squalifica e l’anno prossimo sarà di nuovo in campo.

La Nocerina, i suoi calciatori, ed i suoi dirigenti, che di partite non ne hanno aggiustate nemmeno una, sono stati retrocessi e squalificati per anni. La vicenda delle minacce, ancora presunte a mesi di distanza dall’accaduto, ha fatto scalpore. Persino il presidente del Consiglio ritenne giusto dire la sua chiedendo pene esemplari. Poniamoci una domanda. Se ci sono state le minacce la Nocerina non è condannabile, se le minacce non ci sono state allora cosa è successo?

La risposta più semplice è che si sia trattato di un gigantesco caso di incompetenza da parte di qualche dirigente. E’ un motivo valido per affossare una squadra e due città che non saranno perfette ma che di sicuro non sono un covo di mostri?

Le responsabilità delle forze dell’ordine e dei vertici della Lega Pro che non hanno fatto disputare a porte aperte un derby molto atteso e con una tifoseria completamente tesserata sono gravi. Tutti si sono nascosti dietro il mostro Nocerina. La speranza dei tifosi è che al prossimo scandalo scommesse, imminente, ci si ricordi di questa sentenza quando si andranno a punire calciatori e società che hanno avvicinato il calcio italiano al wrestling. Una farsa con pubblico pagante.

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