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Morte Ciro Esposito, parla Daniele De Santis: "Ho sparato per paura, emergerà la verità"

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di Raffaele Natali

"Ho sparato per paura". A qualche mese di distanza dai tragici fatti dell'Olimpico, Daniele De Santis, l'uomo che ha ucciso il tifoso napoletano Ciro Esposito torna a parlare per spiegare le motivazioni che lo hanno portato ad un gesto tanto eclatante. Non lo fa attraverso i microfoni, ma con una lettera consegnata agli inquirenti con la quale si ricostruiscono i fatti accaduti nelle ore precedenti la finale di Coppa Italia del 3 maggio scorso.

Il video dell'agguato a Ciro Esposito

Il 9 ottobre prossimo i pm della Procura dovrebbero interrogarlo, ma De Santis ha già dichiarato di non sentirsi ancora pronto ad affrontare un atto istruttorio così impegnativo. Va detto che in un primo momento De Santis aveva dichiarato di non aver fatto fuoco. Ora il cambio di linea: "Ho avuto paura e non ho potuto fare altro che sparare. Ma non sono un mostro e la verità su quanto successo sta emergendo".

Guarda l'intervista ad un ultrà napoletano che parla di Ciro Esposito

La lettera è in ogni caso considerata non cruciale nella ricostruzione dei fatti da parte dei pubblici ministeri: quei momenti sono stati raccontati nel memoriale di De Santis in maniera "sommaria e non particolarmente dettagliata che nulla può aggiungere a quanto già acquisito nel corso dell'inchiesta". Motivo per cui gli inquirenti vogliono fare maggiore chiarezza attraverso un confronto diretto con l'ultrà della Roma.

Intanto la mamma di Ciro Esposito ha voluto dire la sua sulle ultime polemiche susseguenti Juventus-Roma e, in particolare, sulle dichiarazioni post-partita del capitano giallorosso Francesco Totti: “Credo che le frasi di Francesco Totti riferite a Juventus-Roma siano molto gravi. Il capitano è andato ad aizzare una tifoseria ed una piazza, quella romanista, che ultimamente ha dato sfogo a violenza in maniera inaudita e già al centro di tensioni. Noto con molto dispiacere nel cuore, che quanto successo a mio figlio non è stato di insegnamento per nessuno. Bisogna stemperare, non gettare benzina sul fuoco. Ma purtroppo, non è un caso se proprio la Roma è stata l’unica squadra a non averci mai chiesto scusa per i gravissimi fatti di Tor di Quinto”.

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