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Mondiali Sudafrica: la prostituzione potrebbe essere legalizzata

Come ci si prepara in Sudafrica per i Mondiali 2010? In tanti modi, e si escogitano ovviamente pure i mezzi per far entrare più soldi nelle casse nello Stato.

E allora prima si crea un nuovo centro di medicina d'emergenza all'ospedale Livingstone di Port Elizabeth, poi si lavora allo stadio di calcio di Gelvandale. Infine si pensa alla legalizzazione della prostituzione.

Un'idea che da mesi circola e che il commissario di polizia sudafricano Jackie Selebi è stato il primo a proporre. Perché legalizzare la prostituzione significherebbe numerosi vantaggi, primo fra tutti lasciare più tempo alla polizia di occuparsi di problemi di sicurezza più pressanti.

Ma non tutti sono d'accordo sull'idea di Lekgetho. Pro e contro a confronto? Prostituzione lecita significa la regolamentazione del settore e la nascita di strutture protette, la riscossione di maggiori tasse, oltre alla questione Hiv (in Sud Africa ci sono almeno 5,7 milioni i sieropositivi): con la prostituzione legale si farebbero più controlli sia alle prostitute che ai clienti.

Ma a sentire l'ala più nazionalista del Parlamento, questa improvvisa e straordinaria offerta di lavoro riverserebbe in Sudafrica giovani ragazze provenienti dai Paesi circostanti alla ricerca di facili guadagni.

Il traffico di donne che si vendono, mai come in quel Paese, c'è da sempre - nella sola Cape Town opererebbero 3.000 professioniste del sesso - e ciò che fa paura è l'atteggiamento di migliaia di tifosi che tra partite, divertimento e alcool, non disprezzeranno certamente la buona compagnia femminile.

Il Sudafrica, allora, come probabile nuovo paradiso del sesso a pagamento. Ma la vita delle donne dopo i Mondiali? Nessuno ci ha pensato ancora. Nessuno.

Photo: Panorama.it

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