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Minacce di morte a Falsini

Le indiscrezioni riportate dal quotidiano "La Sicilia" circa un’inchiesta della Procura della Repubblica di Siracusa su un giro di calcio-scommesse che coinvolgerebbe due calciatori del Catania, Gianluca Falsini e Armando Pantanelli, hanno lasciato pesanti strascichi. Pesante come la denuncia presentata dal difensore alla procura federale: "Due ultras mi hanno minacciato di morte".

L'episodio è accaduto nel corso della seduta di allenamento di sabato che ha indotto Falsini ad abbandonare la città etnea e raggiungere i suoi familiari in Toscana. "Nel corso dell'allenamento - ha spiegato Mattia Grassani, avvocato del calciatore - sono entrati due individui a volto scoperto e uno di loro, facendo riferimento alle notizie apparse in questi giorni, ha ripetutamente insultato Falsini, minacciandolo di morte qualora non fosse andato via dalla città. Falsini si è rinchiuso nello spogliatoio aspettando che l'atmosfera si tranquillizzasse".

Non è mancata la risposta, piccata, da parte del Club: "Probabilmente al calciatore Falsini e al suo legale avvocato Grassani - si legge nella nota diffusa dalla società rossoblu - non sarà parso vero di poter cavalcare la tigre manipolando la realtà delle cose e strumentalizzando ai propri fini un episodio (qualora fosse accertato) che noi per primi stigmatizziamo e riteniamo certamente censurabile, ma che in fin dei conti è solo riconducibile a qualche urlo e improperio poco condivisibile lanciato da qualche tifoso probabilmente condizionato da quanto pubblicato sul quotidiano 'La Sicilia' di ieri circa un presunto coinvolgimento di Falsini su un giro di scommesse".

Nel mirino degli investigatori ci sarebbero due partite, Catania-Ascoli (3-3 il risultato finale) e Sampdoria-Catania (1-0). Pantanelli e Falsini, insieme a Mattia Biso, sono i tre calciatori che nei giorni scorsi intentarono causa contro il Catania per mobbing: il 23 agosto il Collegio Arbitrale ha dato loro ragione, ordinando il loro reintegro in rosa.
Su quella faccenda, ora, rimbombano le parole spese dall’Ad del Catania, Pietro Lo Monaco: "Piuttosto che fare causa, dovrebbero chiedersi come mai si ritrovano ai margini della squadra e magari dare una risposta".

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