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Milan-Inter 0-1, moviola al veleno: Allegri accusa, Moratti e Stramaccioni replicano

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I derby, si sa, difficilmente terminano al 90'. Molto spesso proseguono con una coda zeppa di veleni e il Milan-Inter di ieri sera non si è sottratto a questa regola non scritta, ma sempre valida.

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A far saltare il banco è stata la direzione di gara del signor Paolo Valeri di Roma. Una condotta che non è affatto piaciuta a Massimiliano Allegri, che nel dopo partita ha scaricato la tensione davanti a telecamere e taccuini.

"Non sono abituato a parlare degli arbitri" dichiara il tecnico rossonero "è una cosa che non faccio mai, ma stavolta è impossibile perché mi è parso palese come il signor Valeri abbia condizionato la gara. Quando accade qualcosa del genere agli altri, se ne parla per giorni, se succede al Milan, invece, si glissa".

"Voglio dire che l'arbitro è stato sfortunato sugli episodi decisivi. Il nostro gol era regolare, così come c'era il rigore e Samuel, ultimo uomo, andava espulso. Oltretutto l'arbitro ha fatto un clamoroso errore tecnico, fischiando la fine del primo tempo a 44' e 48", quindi 12" prima, proprio sul fallo di Emanuelson lanciato a rete. Sarebbe stato da rosso diretto".

Pronta la replica da parte nerazzurra. Così Moratti: "In ogni partita si tende a vedere sempre gli episodi contro, mai quelli a favore. E' difficile essere obiettivi, soprattutto a caldo. Direi che abbiamo pagato abbastanza giocando 45' in inferiorità numerica".

Stramaccioni: "Dire che ad essere stato penalizzato il Milan è sbagliato. L'espulsione di Nagatomo è stata pesante. Nel calcio moderno è meglioconcedere un rigore che un uomo in meno, perché così te la giochi".

Il tecnico interista è stato ospite a Radio Anch'io Sport: "E' stato un bel risveglio, soprattutto perché ho visto una squadra che nella difficoltà ha tirato fuori capacità caratteriali enormi. Le parole di Moratti (che lo ha definito "lavoratore instancabile come Mourinho", ndr) mi fann oenormemente piacere".

"Mi sento fortunato perché sono riuscito a destare l'attenzione di un club come l'Inter sia a livello giovanile che come prima squadra. Un allenatore giovane come me, che non ha giocato in serie A, ha bisogno di rubare il mestiere da tutte le persone che incontra sul proprio cammino. Nelle mie idee ci sono Spalletti, Bruno Conti, Ulivieri. Poi, però, tocca a me fare di quelle idee qualcosa di vincente, saperle trasmettere alla squadra".

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