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Milan in crisi: Balotelli, Seedorf e Galliani sul banco degli imputati

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La crisi del Milan è esplosa e nel calderone delle contestazioni ci sono finiti tutti. Dalla società ai calciatori passando per Clarence Seedorf tutti sono considerati colpevoli dai tifosi che oggi, prima della sconfitta casalinga con il Parma, hanno manifestato tutta la loro delusione. Emblematica la gigantesca maglietta numero sei, quella di Franco Baresi, mostrata in curva come esempio di professionalità, impegno, classe ed attaccamento alla maglia. Un calciatore vecchio stampo, un Milan che non c’è più.

Partendo dall’alto. La società ha diverse colpe. Massimiliano Allegri doveva e forse voleva andar via al termine dell’ultima stagione. E’ stato confermato senza una reale convinzione. Il tecnico toscano non era gradito alla proprietà perché non proponeva un calcio spumeggiante. Vero, ma è anche vero che ha tratto il massimo da una rosa che non vale molto di più della posizione che occupa in classifica. Questo al di là delle chiacchiere da bar.

Il mercato del Milan è stato deficitario sia qualitativamente che come scelte tattiche. I tifosi in estate avevano evidenziato la mancanza di qualità e quantità in difesa ed a centrocampo. Sono arrivati calciatori di secondo piano e quasi tutti attaccanti. Matri, Honda, il giovane Saponara non hanno inciso per niente. Essien e Rami sembrano dei ripieghi più che dei rinforzi. La rosa, qualitativamente è mediocre in ottica qualificazione in Champions. La Juventus è lontana anni luce. Ha ragione Galliani a dire che tutte le grandi sono incappate in periodi bui, è altrettanto vero, però, che il Milan ha gestito male troppe cose. Il duo di reggenti, Galliani e Barbara Berlusconi, non funziona. C’è poca coesione e manca una visione comune. Le voci su una possibile cessionedella società, poi, non hanno fatto bene all’ambiente.

Il tecnico è inesperto. Vent’anni da leader in campo non fanno automaticamente un Roberto Mancini, tanto per fare un esempio recente. Lo stesso Donadoni, che oggi ha maramaldeggiato al Meazza, che in campo di certo non è stato inferiore a Seedorf, ha dovuto fare la sua bella gavetta di esoneri e delusioni prima di affermarsi. Il ruolino di marcia dell’olandese recita tredici punti in nove partite di campionato e tre sconfitte su tre gare di coppa tra Champions e Coppa Italia, male, molto male. Brutta e poco corretta la critica ad Allegri sulla gestione dello spogliatoio. Una mancanza di classe nei confronti di un allenatore che ha comunque vinto uno Scudetto ed ha tenuto il Milan ad alti livelli pe tre anni. Seedorf al momento, pur con tutte le potenzialità che gli vengono riconosciute, non è in grado di mettere in atto una critica del genere.

La squadra presenta delle voragini soprattutto in difesa. L’unico calciatore da Milan sembra De Sciglio. A centrocampo Poli e Montolivo sono un buon punto di partenza. Kakà può dare qualità anche se non è più il giocatore di una volta. L’attacco è un rebus. Di Balotelli si attende sempre il salto di qualità, senza rigori quanti gol ha fatto? In quante partite ha realmente inciso? Forse a questo ragazzo non si può chiedere quello che non è. Supermario non è un leader, al massimo può essere la ciliegina sulla torta.

Il dubbio più atroce, per quanto riguarda la squadra, è quello che avvolge El Shaarawy. Dalle parti di Milanello più di uno spiffero parla di nuovo caso Pato. Il timore che il fisico del Faraone abbia fatto crack ha fatto capolino nella testa di più di un tifoso. Staremo a vedere. Seedorf ha incontrato i tifosi dopo la debacle col Parma assicurando che in estate ci saranno grandi cambiamenti. Ai tifosi non resta che incrociare le dita.

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