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Milan è subito crisi, la Sampdoria passa con un goal di Costa

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Il Milan si presenta all’esordio casalingo con la Sampdoria con uno schieramento atipico per l’era Allegri. Il tecnico toscano mette in campo un 4 3 3 con Boateng finto centravanti che rientra per lasciare spazio alle scorribande di Robinho e El Shaarawy. La difesa, davanti ad Abbiati, è formata da Bonera, Yepes, Antonini e dal giovane De Sciglio. Montolivo è in cabina di regia affiancato da Flamini e Nocerino. La Sampdoria di Ciro Ferrara propone un 4 5 1 che all’occorrenza diventa 4 3 3. L’unica punta è il brasiliano Eder con Kristic e Estigarribia ai lati. In realtà il centrocampista più offensivo dei blucerchiati è Obiang.

Il primo tempo di gioco è l’esempio perfetto di come si gioca senza attaccanti. Tutto bello, peccato che nel calcio bisogna fare goal. La Samp si affida solo alle ripartenze, ma Eder è veramente abbandonato nel deserto della metà campo rossonera. Il Milan, invece, fa una fatica immane a portare palla nell’area avversaria. L’unico che dà l’idea di poter fare qualcosa è Robinho, ma la difesa genovese chiude sempre in massa sulle sue iniziative. Il primo tempo produce un’unica emozione e la fornisce Bonera che con un errore marchiano mette Eder in condizione di battere a rete. Per fortuna del Milan è lo stesso difensore a togliere le castagne dal fuoco alla formazione rossonera.

Il secondo tempo inizia con il Milan che prova ad alzare il ritmo. Le iniziative di Robinho, però, non mettono in difficoltà più di tanto la difesa della Sampdoria. I blucerchiati mettono a frutto un calcio d’angolo. Al minuto 59’ Costa svetta anche sul suo compagno di squadra Gastaldello ed insacca un pallone che Abbiati può soltanto guardare. Sul Meazza cala il gelo.

Allegri dopo aver sostituito El Shaarawy cambia anche Robinho. Entrano Emanuelson e Pazzini. Il Milan, però, non ne trae giovamento. La manovra è involuta e la Sampdoria va in affanno solo sui calci piazzati o su errori dei difensori. Al 63’ Yepes colpisce di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, a due passi da Romero che con un miracolo devia la palla sul palo. Il rimbalzo premia il portiere argentino che si ritrova il pallone tra le mani.

Gli assalti del Milan, anche se confusionari, continuano e Ciro Ferrara per allentare la pressione cambia gli attaccanti. Escono Estigarribia ed Eder ed entrano Maxi Lopez e Soriano. Allegri mette dentro Constant per Nocerino.

La pressione dei rossoneri non produce occasioni da goal. I doriani, però, arretrano notevolmente il baricentro e negli ultimi minuti di gara il Milan va più volte vicino al pareggio. Al novantesimo Boateng, uno dei più attivi nella ripresa, prende palla sulla tre quarti e con un tiro a giro colpisce il palo alla sinistra di Romero. Gli attacchi del Milan sono furibondi.

Passano due minuti ed è ancora Boateng a colpire di testa, Romero para senza problemi. L’ultima chance arriva a trenta secondi dalla fine. Un cross dalla sinistra crea una mischia a pochi metri da Romero. La palla termina sui piedi di Flamini che batte a colpo sicuro. La palla scavalca Romero ma è Gastaldello a salvare sulla linea.

Un pareggio non avrebbe cambiato la sostanza delle cose. Il Milan ha grosse difficoltà a proporre gioco, Montolivo non è Pirlo. Ed in avanti non c’è un calciatore alla Ibrahimovic che possa risolvere le partite come quella con la Sampdoria. I doriani, se Maxi Lopez riprenderà la vena realizzativa che aveva a Catania, potranno disputare un bel campionato.

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