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Milan, Adriano Galliani sotto scorta

Che sta succedendo in casa Milan?
L’intervista che il capitano Paolo Maldini ha rilasciato ieri alla Gazzetta dello sport ha aperto una piccola crisi che, se non curata subito, rischia di generare una bella grana.

La questione del silenzio dei tifosi della curva e pure di quelli degli altri settori, dei sonori fischi a Gilardino e degli applausi ironici a Dida non sono passati inosservati agli addetti ai lavori e alla società.
"Non mi sembra logico che la curva non ci sostenga - ha dichiarato Maldini -. San Siro è sempre stato magico: adesso stiamo perdendo questa magia".

In realtà sembra che dietro la protesta del pubblico si nascondano ben altre motivazioni di quelle per una semplice papera o per un gol fallito.
Da parecchi mesi, infatti, la polizia sta indagando su presunte minacce che i cosiddetti padroni della curva Sud starebbero facendo alle altre frange del tifo rossonero.

Secondo la questura di Milano, che sta lavorando al fatto, potrebbe esserci di mezzo addirittura della criminalità ordinaria e organizzata.
Per questo motivo da un po' di domeniche sono stati piazzati agenti in borghese, in curva, durante le partite interne del Milan.

E' venuto fuori, inoltre, che da metà di maggio, cioè da poco prima prima della finale di Champions League di Atene, anche Adriano Galliani è stato preso di mira con pesanti minacce che hanno costretto il ministero dell'Interno ad assegnargli una scorta ventiquattr'ore su ventiquattro.

Sembra che il nodo cruciale sia la mancata distribuzione di biglietti e altri favori da parte della società ai boss del tifo rossonero. Tutto ciò è in contrasto con la legge e con il decreto Amato, emesso dopo i tragici fatti di Catania del febbraio scorso.

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