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Miccoli, frasi su Falcone: interrogato per 5 ore "Non sono un mafioso". E scoppia in lacrime (Video)

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Fabrizio Miccoli, indagato per estorsione e accesso abusivo a sistema informatico, è stato interrogato per 5 ore dai pm di Palermo. Oggi l'attaccante rosanero (per altri 3 giorni, il suo contratto è in scadenza, ma Zamparini non lo rinnoverà) ha indetto una conferenza stampa. L'oggetto è stata quella sua frase, uscita dalle intercettazioni telefoniche, ("Vediamoci davanti all'albero di quel fango di Falcone") proferita in un colloquio telefonico con il figlio del boss mafioso Antonio Lauricella.

"Per me questo è un giorno molto importante" inizia così Miccoli "Non dormo da tre notti, quelle frasi che sono uscite non le penso. L'ho dimostrato con i fatti partecipando a tanti eventi anti-mafia. Sono qui per chiedere scusa alla città di Palermo e alla mia famiglia che mi ha fatto crescere in un contesto di valori e di rispetto".

"Per fare questo mestiere sono andato via a 12 anni", ha proseguito, tra le lacrime, Miccoli davanti ai microfoni "questa è la mia vita da più di vent'anni, sono un calciatore e non un mafioso. In questi anni trascorsi a Palermo sono stato amico di tutti, non sapendo a cosa sarei potuto andare incontro. Sono sollevato dal fatto che sia venuto tutto a galla, può essere importante per me".

"Ho chiesto scusa anche alla signora Falcone, mi ha detto che l'importante è che chiedessi scusa alla città. Ora spero di avere l'occasione di partecipare alle manifestazioni organizzate dalle sue associazioni.I tifosi porteranno la maglia rosanero sull'albero di Falcone, avrei voluto portare anche la mia, ma mi rendo conto che in questo momento un gesto fdel genere sarebbe stato facilmente strumentalizzato".

"Non sono preoccupato,speravo che i pm mi chiamassero. Sono uscite fuori delle intercettazioni, è capitato a me come ad altri. Davanti ai magistrati ho trascorso 5 ore intense, ho risposto alle domande dei pm. Ne è uscito un Miccoli nuovo, più maturo. Da questa storia prenderò il lato positivo. A 34 anni devo capire che la vita è un'altra, devo mettere da parte la mia ingenuità da bambino e pensare a mia moglie, ai mia figlia perché la vita vera è un'altra".

"Non ho avuto nessun legame con la mafia. Ho tanti amici, fra questianche agenti della Digos ed ispettori di polizia, ma mai per secondi fini". Miccoli spiega poi il perché di una frase, intercettata, rivolta a Francesco Guttadauro, nipote del boss Matteo Messina Denaro: "non venire agli allenamenti perché ci sono gli sbirri nuovi "Gli volevo solo dire che non avrebbero fatto entrare nessuno, quel giorno l'ho detta anche ad altre persone".

BUFFON E GATTUSO - Miccoli ha poi parlato di Buffon ("Fabrizio non pensava quelle cose"). "Ringrazio Gigi perché mi ha difeso. Ho sentito anche Gattuso, è un amico, spero che possa portare il Palermo in serie A".

MICCOLI IN LACRIME, IL VIDEO

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