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Materazzi: "Sono sempre uguale"

Non è cambiato Marco Materazzi. Il difensore della Nazionale si sente ancora l'eroe di Berlino con la stessa grinta, voglia e determinazione, e tiene a precisarlo nella conferenza odierna a 'Casa Azzurri': "Io sono sempre lo stesso e ho solo due anni in più rispetto al Mondiale. Ho ancora fame ed è la stessa che avevo prima del Mondiale. Come giocatore non ero un fenomeno prima e non lo sono adesso. Tutto quello che ho, l'ho guadagnato. Io faccio parte di un gruppo di 23 persone, anche al Mondiale non sono partito titolare, ma ho saputo sfruttare il momento in cui il mister mi ha chiamato".

Nonostante però il ko di Cannavaro, Matrix dovrà di nuovo conquistarsi una maglia da titolare: "Se ci sarò bene, altrimenti farò il tifo per i miei compagni. La forza del Mondiale era il gruppo e la certezza del posto non l'ho mai avuta". Lunedì la sfida con l'Olanda, ma l'interesse è naturalmente tutto per la Francia: "Prima di affrontare la Francia, che è un'ottima squadra, ci sono Olanda e Romania. Contro l'Olanda sarà una partita difficile perchè è una squadra ben organizzata. Van Nistelrooy poi è un grandissimo attaccante che però non ho mai incontrato. Domenech ci ha elogiato in un'intervista? E' una persona intelligente e ha fatto una intervista giusta".

Passando al campionato, Matrix esterna la sua rabbia per le numerose critiche piovutegli addosso dopo il rigore-scudetto sbagliato contro il Siena. Il difensore nerazzurro aveva infatti deciso di chiudersi in un lungo silenzio stampa, terminato solo oggi: "Perdona chi l'ha detto, ma non dimenticare i loro nomi", dice il difensore azzurro riferendosi ad una frasi Kennedy ("Perdona i tuoi nemici ma non i loro nomi"). "Ho sentito il profumo di quello che è stato scritto - continua -, ma dopo il rigore non ho letto nulla". Tutto chiarito invece con Moratti e Mancini che non avevo preso bene quell'errore dal dischetto: "Quando ti chiarisci con delle persone con le quali hai degli screzi, per me finisce tutto". Nel frattempo all'Inter è arrivato Mourinho. "E' una cosa che ho visto da lontano - continua il centrale azzurro-, del cambio non mi ha avvertito nessuno, ma non spettava alla società informarmi. E' andato via un allenatore che ha vinto tre scudetti e ne è arrivato un altro che ha vinto tanto. La scelta della società va rispettata e mi ha fatto piacere che il mister abbia detto di aspettare il mio ritorno".

[in collaborazione con Calciomercato.it]

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