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Massimo De Sanctis: "La gente mi rivuole"

E' stato uno dei protagonisti (in negativo) dello scandalo-Calciopoli.
L'arbitro Massimo De Sanctis, condannato dalla giustizia sportiva, torna a parlare per dire la sua su questo inizio di stagione, il primo post-Moggi, e sulle polemiche arbitrali che continuano a tenere banco.
Vi riportiamo qui sotto gli stralci piu' interssanti dell'intervista che l'arbitro romano ha rilasciato ad Affari Italiani.

Anche con gli auricolari le polemiche legate agli arbitri sembrano non terminare mai. Come valuta il campionato dei suoi ex colleghi?
"Non posso esprimere giudizi positivi per quanto riguarda l'operato sul campo. Ma sono portato a giustificare i miei ex colleghi perché stanno pagando una gestione dei vari commissariamenti".

Serve qualcosa in più. Magari la moviola in campo.
"Sì. Credo che possa essere una soluzione".

Le hanno mai chiesto di tornare?
"Me lo chiede la gente per strada che incontro. Visto come sono andate le cose. Mi dice: 'Torna perché eri tra i migliori, quelli che sono in campo oggi...'

La lusinga?
"Credo che per la gente sia evidente una cosa: sono stato condannato solo io anche se si era innanzi a uno scandalo enorme arbitrale ma con una sola condanna. Non potevo essere solo io la bestia nera dell'arbitraggio italiano".

Casarin è stato indicato da Matarrese come consulente per i problemi arbitrali. E' d'accordo?
"Dopo i problemi che ci sono stati sul rinnovamento della classe arbitrale penso che si stia proseguendo su questa linea. Su una linea dell'Italia del rinnovamento sempre più evidente..."

E' un ritorno al passato?
"Apposta... (ride, ndr)".

Sfida per la presidenza Figc. Qual è il candidato giusto?
"Fare un nome è molto difficile. Dopo i commissari che si sono succeduti, dopo quello che è stato fatto a livello arbitrale... Si parlava di nuovo, di rinnovamento ma la linea è questa. Non c'è la voglia di rinnovare il calcio".

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