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Marotta: "Arbitri condizionati"

La giornata degli arbitri non è stata delle migliori. Molti gli episodi dubbi e gli errori grossolani che hanno condizionato alcuni match. Tra questi Lazio-Sampdoria, veementi le proteste della società blucerchiata già nella giornata di ieri.

Questa mattina, l'amministratore delegato Marotta ha chiarito ancora meglio la posizione del club: "Ci siamo sempre distinti per una linea entro i confini della razionalità" le parole del dirigente sampdoriano a Radio Anch'io Sport "Ma il mio ruolo mi impone di tutelare gli interessi della società. Ieri contro la Lazio abbiamo subito un danno palese, che si aggiunge a quello contro il Parma. Il mio obbligo non è di protestare, ma chiedere maggiore rispetto". La protesta nasce, soprattutto, dall'intervento del portiere biancoceleste, Muslera, ai danni di Pazzini: il giocatore è stato travolto dall'estremo difensore in uscita e ha subito una frattura al naso che lo terrà fuori dal terreno di gioco per almeno trenta giorni. Marotta, ha poi voluto chiarire le parole del presidente Garrone che aveva detto al termine del match: "Diamo fastidio". "Il fastidio cui parlava il presidente non era riferito ad ipotetiche 'congiure di palazzo' o all' 'uomo nero'".

"Noi siamo una provinciale" ha aggiunto Marotta "e facciamo fatica a puntare grandi traguardi, evidentemente anche a livello mediatico abbiamo uno spazio limitato, che porta ad una sudditanza psicologica da parte degli arbitri e li condiziona. Quella esiste sempre, perchè il giudizio negativo di un giornale è diverso se l'errore lo subisce una grande, rispetto allo stesso errore a danno di una squadra medio-piccola. Sicuramente la Samp non è trattata come Juve, Milan o Inter. Ma non da quest'anno".

Quello che manca, a giudizio di Marotta, è la tranquillità della classe arbitrale, perché "non c'è dialogo tra componente arbitrale e società, non esiste uno sportello reclami. Invece sarebbe indispensabile sedersi con cadenza periodica intorno ad un tavolo, in Lega, per esporre le rispettive posizioni. Comporterebbe una crescita importante di tutto il movimento. Non serve limitarsi a mettere da parte l'arbitro che ha sbagliato". "Noto la differenza nell'approccio alla gara degli arbitri. Una volta erano molto più tranquilli. Oggi arrivano in campo tesi come corde di violino. Probabilmente perchè subiscono pressioni che gli tolgono la tranquillità che invece si ha se si parte con la fiducia dei club. Per questo reputo così importante il dialogo".

 [in collaborazione con Calciomercato.it]

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