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Mario Balotelli, la storia di un talento mai banale: dalla tripletta al possibile addio

Mario Barwuah Balotelli è nato il 12 agosto 1990 a Palermo. Messo al mondo da due immigrati ghanesi, i genitori decidono di trasferirsi nel comune bresciano di Bagnolo Mella, abbandonando il figlio in ospedale. Cresciuto per 2 anni dal personale medico, sarà affidato poi nel 1993 alla famiglia Balotelli di Concesio, dove matura insieme ai tre figli della coppia che si prende cura di lui. I due fratelli maggiori diventano i suoi procuratori con Mario che deve attendere il compimento del 18º anno di età per poter ottenere la cittadinanza italiana che arriva nell'agosto del 2008.

Inizia a giocare a calcio all'età di 5 anni nella squadra dell'oratorio parrocchiale di Mompiano (Brescia), nel 2001 viene prelevato dal Lumezzane e nel 2006 esordisce a 15 anni in C1 con la prima squadra. Lo stesso anno viene chiamato dal Barcellona per un provino ma il suo passaggio in Spagna salta. Nell'agosto del 2006 è acquistato dall'Inter cominciando a giocare con la Primavera della formazione nerazzurra.

Nella stagione 2007-2008 viene aggregato in prima squadra e lanciato nel grande calcio da Roberto Mancini, tecnico nerazzurro che vede in lui enormi potenzialità. Realizzerà un totale di 20 reti in 59 partite disputate con la maglia dell'Inter decidendo, insieme al suo nuovo agente Mino Raiola, di lasciare Milano per raggiungere il tecnico che lo lanciò ancora non diciottenne in Serie A.

Viene acquistato dal Manchester City di Mancini nell'agosto del 2010 con cui firma un contratto da 3,5 milioni di euro a stagione costando alla società inglese ben 28 milioni di euro. Qualche problema di ambientamento e la voglia di tornare in Italia lo avvicinano al Milan di Allegri per un attacco che potrebbe diventare veramente stellare contando già sugli apporti di Ibrahimovic, Cassano, Robinho e Pato. Una situazione delicata con la panchina di Newcastle che sembrava potesse sancire il divorzio ufficiale dalla società inglese già nel mercato di gennaio.

Calciomercato Milan, tutto ruota intorno agli attaccanti

Poi però il posto da titolare nel 4-0 rifilato dal Manchester City all'Aston Villa che vede la tripletta realizzata dal 20enne talento italiano con due reti su calcio di rigore e un tocco semplice al 27' del primo tempo per il momentaneo 3-0. La volontà di restare e dimostrare il suo reale valore anche nel campionato inglese si scontra però con la nostalgia dell'Italia e la grande difficoltà a socializzare in un ambiente freddo e diverso dalle sue abitudini. Sono 5 le reti siglate in 9 gare disputate fin qui in Premier League con l'infortunio patito a settembre che l'ha tenuto lontano dai campi per un paio di mesi. Un totale di 8 gol in 11 gare che è un ruolino di tutto rispetto considerando la media realizzativa di quasi una rete a partita.

Soddisfatto e orgoglioso il tecnico del Manchester City Roberto Mancini che a fine gara commenta così la prestazione di Balotelli: "A volte dovrei colpirlo. Quando segni tre gol in Premier League credo si debba celebrarli come si deve, invece dopo il primo rigore ha festeggiato, forse, per un secondo. Però ha sorriso. I tifosi lo adorano, come amano gli altri. E Mario deve capirlo, perchè è importante per ogni giocatore. Io continuerò a 'combattere' con lui ogni giorno, è con me da quando aveva 17 anni e credo di conoscerlo. Ma dobbiamo anche capire che è un ragazzo". Grande attestato di stima da parte del tecnico forse non sufficiente per trattenere in terra inglese Mario che di scontato e banale non ha mai fatto nulla: i complimenti di Ibrahimovic non l'hanno lasciato indifferente e il suo tifo rossonero è noto fin dai tempi dell'Inter.

La trattativa per gennaio sembra complicata e difficile ma, nel calcio si sa, tutto è possibile e i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo. Non è un caso se Samuel Eto'o, attaccante dell'Inter ed ex Barcellona, abbia dichiarato: "Non ho mai visto un giovane così forte nella mia carriera". Parole pesanti per un calciatore che ha appena 20 anni ma può davvero entrare di diritto nella storia del calcio mondiale: dipende soltanto da lui.

 (foto ©LaPresse)

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