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L'oppio dei popoli

A bocca aperta. E purtroppo non c'entra il fortunato programma condotto da Gianfranco Funari verso la metà degli anni '80. Le mandibole spalancate sono la diretta conseguenza di quanto ascoltato nelle 36 ore successive alla conclusione di Lazio-Inter, gara che passerà alla storia più per il clima sugli spalti che per le gesta (?) dei 22 protagonisti in campo.

Roba da lasciare basiti, un po' tristi e perfino immalinconiti, senz'altro con poche parole, giacchè già tante sono state spese per pontificare su quanto accaduto allo stadio Olimpico di Roma, il 2 maggio 2010, dove, qualora non si fosse ancora capito, si è disputata una partita di calcio che mai avrebbe voluto generare un vortice capace di inghiottire, oltre ai tifosi, anche intellettuali, politici, addetti ai lavori e non.

Dopo Lazio-Inter parlano tutti. E va bene che i tifosi si scatenino in un turbine di rabbia, gioia, sfottò, risa, e pianti. Meno, se l'atteggiamento dei supporters biancocelesti, da circoscrivere all'interno di una secolare, cittadina, rivalità pallonara, valica i confini calcistici per approdare sulle bocche di politici stizzati, chissà fino a che punto realmente interessati alla vicenda.

In Inghilterra si è forse arrivati a discutere in parlamento di Liverpool-Chelsea, dove la storia è stata un po' la stessa di Lazio-Inter? I reds hanno chiesto ai blues: 'batteteci', pur di non rendere un favore all'odiato Manchester United dell'altrettanto odiato Gary Neville, senza che la notizia occupasse tanto spazio nei tg, quanto sulla bocca di parlamentari, in tutt'altre faccende affaccendati.

Come prevedibile, il triplice fischio di Bergonzi non ha messo fine a Lazio-Inter. Il calcio, dopotutto, è bello anche per questo. Polemiche aspre, quanto dal sapore dolce. Parlarne, rende più sopportabile le piccole o grandi difficoltà quotidiane, ma mai dovrebbe aiutare a farci scorgere, tra le righe di sterili, pietosi, bubboni, un'Italietta sempre più improvincialita.

Meno male... Però in fondo ci sapeva fare e per distrarli dalle cose serie ogni domenica li mandava in ferie tutti allo stadio a farli divertire... Meno male... (Edoardo Bennato - Meno Male che non c'è Nerone)

 (foto © LaPresse)

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