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L'autobiografia di Antonio Cassano: "Le mie 700 donne..."

Antonio Cassano non è un ragazzo come tutti gli altri. La vita gli ha regalato gioie e soddisfazioni, lui che era partito nel difficile background di Bari Vecchia e che ora è osannato e idolatrato come uno dei più forti giocatori italiani.

Le foto di Cassano con la giovane fidanzata Carolina Marcialis

Irriverente, per qualcuno eccessivo, compagnone e allo stesso tempo 'primadonna', a tratti sensibile come pochi, quasi sempre senza filtro nel suo modo di gestire emozioni e partite. Nella sua autobiografia 'Dico Tutto' (in uscita il prossimo 19 novembre e scritta insieme al giornalista di Sky Sport Pierluigi Pardo, amico personale del talento pugliese), Totò si confessa a tutto tondo, con parole forti e, come consuetudine, con una faccia tosta ai limiti del surreale. Simpatico o antipatico, fate vobis, Cassano o si ama, o si odia. Ecco alcuni passi delle sue clamorose rivelazioni:

"Chi sarei diventato se non avessi segnato quel gol all'Inter nel 1999? Un rapinatore o uno scippatore, comunque un delinquente. Ero povero ma tengo a precisare che nella mia vita non ho mai lavorato, anche perchè non so fare nulla. Fascetti è l'unico allenatore con cui non ho mai scazzato. Gentile lo detestavo. A Spalletti ho detto: 'Mica stai allenando quelle schiappe che avevi all'Udinese, questa è mica casa tua, è casa mia'. A Tarragona Capello ai tempi del Real Madrid mi fa scaldare per tutto il secondo tempo con Ronaldo. Nello spogliatoio gli dico 'sei un uomo di m...., sei più falso dei soldi del Monopoli'. Del Neri? Non si capiva un c.... di quello che diceva ed è un po' ambiguo. Batistuta? Aveva la puzza sotto il naso". Ma non è finita qui, nel libro si menziona anche il tanto sbandierato rapporto con Francesco Totti, la cui frattura poi ricomposta, sarebbe cominciata dopo che i due erano stati ospiti di Maria De Filippi e il capitano della Roma si sarebbe preso l'80% del compenso.

La sua Bari lo ha forgiato a dovere, soprattutto dalle parti di Piazza Ferrarese: "Giocavo tra le bancarelle, tutti mi volevano in squadra con loro e scommettevano 10, 15 o 20 mila lire sulla squadra dove giocavo io. Io mica ero trimone, mica ero scemo: volevo il grano io, dovevano darmi la percentuale. Spesso c'erano spari, macchine della polizia, ambulanze. A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario. Me ne mancano ancora 8, prima di pareggiare. A scuola avevo due in tutte le materie. Un risultato straordinario, ottenuto grazie a un impegno costante... Sono stato bocciato sei volte, tra elementari e medie. Il primo amore è stata una Golf che mi regalò Matarrese dopo Bari-Inter. Una promessa mantenuta dal presidente, strano... Gratis la macchina, per la patente invece ho dovuto spendere qualcosa, non molto, diciamo che mi hanno fatto un buon prezzo... Quando avevo 17 anni nel giro di pochi mesi mi hanno sequestrato due moto 125 cc. e tre macchine".

Poi le immancabili 'vittorie' fuori dal campo: "Quattro fidanzate in undici anni sono poche. Ho avuto tra 600 e 700 donne, una ventina delle quali appartengono al mondo dello spettacolo. Spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a vedere Roma-Juve 4-0. Avevo fatto le sei la domenica mattina, con una delle tante amiche che avevo in quel periodo. A Madrid era ancora più facile, perché eravamo in albergo, tutti sullo stesso piano, così sopra e sotto potevi invitare chi volevi e raggiungerla nel cuore della notte. Avevo un cameriere amico. Il suo compito era portarmi 3 o 4 cornetti dopo aver trombato. Portava i cornetti sulla scala, io accompagnavo quella là e facevamo lo scambio: lui prendeva la tipa, io mi sfondavo di cornetti. Sesso più cibo, la notte perfetta". Sperando che l'attuale fidanzata Carolina prenda bene queste ultime parole...

 [in collaborazione con Calciomercato.it]

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