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La riabilitazione di Cannavaro

Il Pallone d'oro vinto da Fabio Cannavaro ha il gusto agrodolce della redenzione.
Il capitano della Nazionale campione del mondo che ora tutti lodano e prendono ad esempio è lo stesso personaggio che due anni fa fu affossato in modo quasi unanime per un filmato amatoriale che lo ritraeva mentre si iniettava sorridente una sostanza (dopante?) alla vigilia della finale uefa del '99.
L'indignazione fu clamorosa e per molti Cannavaro divenne il simbolo di un calcio malato.
Non parliamo poi del Cannavaro difensore dell'Inter e alleato di Moggi che per passare alla Juventus chiamò il brindellone Facchetti dicendogli (previo consiglio dello stesso Moggi): "Guarda, io voglio andà via perché non sò considerato dall'allenatore e stop".

Poi arrivò il successo mondiale con il difensore azzurro eletto il secondo miglior giocatore della competizione.
Le immagini di lui in lacrime mentre alza la coppa hanno fatto il giro del mondo e Cannavaro divenne come per incanto un eroe da esportare.

P
ercepire un simile entusiasmo fra la gente, leggere la notizia sui giornali di oggi e rendersi conto di quanto repentinamente e drasticamente si sia cambiata opinione sul fortissimo difensore del Real ci conduce ad un'unica, inoppugnabile conclusione: nel calcio l'indulto esiste eccome.

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