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Juventus-Roma 4-1. Zeman annichilito, bianconeri troppo forti

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La sesta giornata della Serie A è iniziata con il pareggio tra Parma e Milan, ma tutti i riflettori sono puntati sullo Juventus Stadium dove i padroni di casa ospitano la Roma di Zdenek Zeman per una partita ricchissima di spunti calcistici e non. Purtroppo l’accoglienza dei tifosi juventini al tecnico giallorosso è stata quella ampiamente preventivata. Insulti beceri e cori dedicati. E’ stato il momento più basso di tutta la serata della Juventus che per il resto è stata indimenticabile.

Carrera schiera il solito 3 5 2, con qualche cambio nell’undici abituale. Tutto regolare in difesa, con Bonucci, Chiellini e Barzagli a difendere la porta custodita da Gigi Buffon. A centrocampo di fianco alla cerniera centrale costituita da Marchisio, Pirlo e Vidal giostrano due novità. Caceres e De Ceglie che non faranno rimpiangere i titolari. In avanti la coppia Matri-Vucinic con l’ex attaccante del Cagliari in cerca di riscatto.

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La Roma recita il credo del 4 3 3 di Zeman con il rientro di De Rossi ed il tridente Totti, Osvaldo, Lamela. Entrambe le squadre sono reduci da un pareggio. La Juventus è sembrata in affanno a Firenze, mentre la Roma si è fatta imporre il pari casalingo da una Sampdoria in dieci uomini e quasi mai pericolosa in avanti.

Dal punto di vista dell’equilibrio la gara dello Juventus Stadium, purtroppo per i tifosi giallorossi e per gli osservatori neutrali, è durata poco più di dieci minuti. La prima occasione capita a Marchisio. Su un cross di Caceres dalla destra Matri non ci arriva per un soffio e Marchisio chiude sul secondo palo ma spreca tutto mandando la palla alta sulla traversa.

La Roma è molle a centrocampo. Non c’è filtro e le incursioni da dietro fioccano. Al decimo Marchisio si inserisce alle spalle di Taddei che lo stende. L’arbitro, forse dubbioso sul fallo, decide di ammonire il giallorosso e dare un calcio di punizione alla Juventus appena fuori area. Andrea Pirlo trova uno spiraglio nella selva di gambe giallorosse se Stekelenburg raccoglie il primo pallone in fondo al sacco. Il goal invece di scuotere la Roma la abbatte.

Passano cinque minuti e la Juventus raddoppia. Sugli sviluppi di un’azione fotocopia rispetto a quella che ha portato al primo goal è Matri a calciare a botta sicura. Castan si frappone e devia la palla col braccio. Rigore netto che Vidal trasforma senza eccessivi problemi. Altri quattro minuti e l’arbitro potrebbe sancire la fine delle ostilità. Vidal pesca Matri in area di rigore. L’attaccante bianconero controlla ed infila Stekelenburg. Siamo sul 3-0 ed il ventesimo non è ancora sul cronometro.

C’è troppa differenza di valori in campo. La Juventus sfiora il quarto goal in almeno altre quattro occasioni ma le parate di Stekelnburg ed i legni della porta impediscono ai bianconeri di andare al riposo con una comoda quaterna.

Il secondo tempo si gioca al piccolo trotto. Di tanto in tanto ci si chiede se è l’allenamento del giovedì. La Roma ha il predominio del campo ma non è quasi mai pericolosa, anzi si espone ai contropiede della Juve che potrebbe andare in goal con Vucinic e Matri. La sostituzione di Totti con Destro regala qualche brivido giallorosso. L’attaccante neoentrato viene stese in area. L’arbitro accorda il calcio di rigore che Osvaldo trasforma. Ci si aspetta un arrembaggio romanista ed invece la Juve riesce comunque a ribattere colpo su colpo. Il k.o. arriva dai piedi di Sebastian Giovinco che si invola in contropiede, salta Stekelenburg, e deposita in rete mostrando la lingua alla Del Piero. Tutto perfetto, tutto bianconero.

La Juventus ha dato una dimostrazione di forza e freschezza fisica non indifferenti. La forza della squadra di Conte si conosce. Il collettivo gioca a memoria ed i nuovi si sono inseriti alla perfezione anche se contro la Roma c’era tutta la vecchia guardia. I giallorossi sono stati annichiliti e sarebbe stupido dare tutta la responsabilità al modulo spregiudicato di Zeman. Le responsabilità sono dei calciatori. I progetti richiedono anni per essere portati a termine e non è giusto giudicare dopo sei giornate. La Roma è un cantiere aperto ed in Italia, si sa, i cantieri vanno per le lunghe.

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