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Italia-Serbia: state zitti, se potete

 di Giuseppe Catino

Italia-Serbia è il pettegolezzo del momento. E la tiritera è sempre la stessa. Blatter: 'In Inghilterra non sarebbe mai successo', Toni: 'In Germania la gara sarebbe stata disputata in un clima sereno'. Ad ascoltare le parole del boss della Fifa e dell'attaccante del Genoa, insomma, ad ispirare le malefatte del discolo Ivan Bogdanov, il già ribattezzato 'uomo nero' (più tatuato che nero, ad onor del vero) è il solo bel paese. Rassegnamoci.

BLATTER - Il buon Sep non poteva non far presente il suo pensiero sulla vicenda. Fuori luogo, come spesso gli capita, il numero uno Fifa, piuttosto che rimarcare la vivacità della comitiva serba, all'avanguardia in fatto di disordini da stadio (non per niente le tifoserie di Partizan e Stella Rossa sono tra le più pericolose d'Europa) ha preferito un demagogico 'In Inghilterra non sarebbe mai accaduto', riferimento allo sbandierato modello inglese, che, aldilà dei propagandismi, ha solo allentato il problema, non certo risolto (per referenze vedere un po' quel che capita in occasione di un derby quale West Ham-Millwall). La replica della Figc non si è fatta attendere, peccato sia stata tutt'altro che nel merito. Joseph ha giocato bastoni, la Federcalcio, attraverso le parole di Giancarlo Abete, ha risposto coppe: 'Blatter pensi alle qualità umane di un arbitro che ci ha diretto ai mondiali 2002'. Qualcuno, magari armato di un secchio d'acqua gelida, svegli il sor Giancarlo, e gli spieghi pure che il mondo del calcio è andato oltre un Corea Del Sud-Italia, sfortunato quanto si vuole, ma in ogni caso lontano ormai 8 anni.

LUCA TONI - 'Sono stato 3 anni in Germania, la cosa bella è vedere stadi senza barriere e tifosi che vanno assieme allo stadio senza problemi. Penso a Monaco: è uno stadio che non ha barriere, se un bambino si avvicina alla panchina e chiede un autografo un giocatore si alza in piedi e glielo fa. In tre anni non ho mai visto un tifoso fare invasione di campo o tifosi picchiarsi. E sono arrivati anche tifosi della Germania dell’est, così come quelli italiani, francesi e gli inglesi'. A guardare ed ascoltare la conferenza stampa tenuta ieri dall'attaccante genoano, potrebbe scorgersi una lieve prosopopea, tipica di certi emigrati di ritorno al miserrimo paese d'origine, al momento di raccontare avventure, onori e fortune raccolte in un mondo che la platea di poveracci che sta ad ascoltare neanche immagina. 'Se fosse accaduto in Germania ne tornavano indietro molti meno', l'opinione dello sceriffo Toni, che magari sogna una poltrona al Viminale, ma al quale sarebbe utile far presente i violenti scontri scoppiati appena qualche giorno fa in occasione di Amburgo-St Pauli, roba costata 50 arresti e una decina di feriti nel cuore della civilissima Germania descritta dall'ex romanista.

Quel che viviamo, purtroppo non è il mondo perfetto. Proprio per questo, padroni pallonari e politici farebbero bene a usare più fatti e meno chiacchiere. La storia insegna che la presunta invincibilità di certi modelli, inglesi o tedeschi siano, sono solo fantasia utile a riempire bocche benpensanti , buoni sin quando il Bogdanov di turno non giunga a metterli in crisi. Ci sarà sempre chi vorrà trasformare il calcio in un palcoscenico violento, aldilà di leggi speciali e stadi nuovi di zecca. Occorrerebbe prevenzione, ripensare un sistema rendendolo meno isterico, chiarire che è il grado di benessere, civiltà, educazione, cultura di un popolo a costruire un modello, non viceversa. Sin quando si resterà fermi a tessere del tfoso, repressione gratuita e al guardare con invidia l’erba del vicino, sarà tutta una attesa di una nuova gara sospesa, di una nuova tragedia. Su cui sparlare.

 (foto © LaPresse)

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