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Inter-Rubin Kazan 2-2. Nerazzurri più carattere che gioco in Europa League

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L’Inter di Andrea Stramaccioni, dopo la vittoria di Torino con i granata, torna alla prova dell’Europa League. L’avversario sbarcato al Meazza è il Rubin Kazan, squadra ostica ma non irresistibile. L’allenatore romano opta per un 4 3 3 atipico con qualche cambio rispetto all’undici titolare. Davanti ad Handanovic schiera la difesa con Jonathan, Samuel, Ranocchia e Nagatomo. Centrocampo tutto sudamericano con Zanetti, Cambiasso e Gargano. In attacco Cassano e Coutinho sono al servizio dell’esordiente Marco Livaja.

I russi sono venuti a giocarsi la partita e lo si capisce fin dai primi minuti. Il pressing ordinato da Berdiyev è molto alto e mette in difficoltà l’Inter che fa fatica a far partire la manovra. Il primo quarto d’ora è piuttosto vivace ma le azioni, da una parte e dall’altra non arrivano mai ad una conclusione pulita. La partita prende una piega negativa per l’Inter al diciassettesimo quando Jonathan, in maniera molto ingenua, stende Karadeniz in area di rigore. Nacho si incarica di battere il calcio di rigore. Handanovic si distende sulla sua destra e respinge. Il più veloce è Ryazantsev che mette in rete da due passi.

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L’Inter accusa il colpo ed in questo frangente si vede la maggior personalità del Rubin Kazan che senza strafare controlla agilmente il match e si propone anche in fase offensiva. Per l’Inter solo Cassano e Ranocchia mantengono un rendimento accettabile. Jonathan è in grave difficoltà sulla fascia destra.

Al trentasettesimo è proprio Jonathan ad avere l’occasione per rimettere in parità la partita ma da buona posizione si fa respingere il tiro. L’episodio scuote l’Inter. Cassano, sempre lui, pesca Livaja che di testa mette alto. E’ il preludio al goal. Cassano imbecca magistralmente Cambiasso in area. Il centrocampista argentino si allarga e mette al centro un pallone che scavalca Ryzhikov e finisce al centro dove Livaja anticipa tutti e mette in rete. Goal all’esordio per il giovane centravanti nerazzurro.

I russi confermano di non essere un avversario facile. Ad un minuto dalla fine del primo tempo è sempre Ryazantsev a prendere palla al limite dell’area e far partire un tiro secco e preciso che si stampa sul palo della porta difesa da Handanovic inutilmente proteso in tuffo. Un pareggio sostanzialmente giusto anche se il Rubin ha mostrato maggiore personalità. Se i russi dovessero calare il ritmo, però, l’Inter ha tutte le carte in regola per vincere la partita.

Stramaccioni inizia il secondo tempo con un cambio. Entra Guarin al posto di Jonathan con il capitano Zanetti che torna sulla linea dei difensori.

La prima occasione, al cinquantesimo, è del Rubin, Karadeniz taglia la difesa nerazzurra come un coltello nel burro. La palla gli viene servita alla perfezione ma Handanovic con un’uscita perfetta riesce ad anticiparlo di un soffio. Passano due minuti e Cassano sradica la palla dai piedi di Bocchetti. Il talento barese si invola in contropiede e serve Livaja che entra in area e tenta un tiro a giro che finisce di poco alto sulla traversa.

L’Inter è più pimpante nella ripresa. I russi non riescono più a tenere alto il pressing ed i nerazzurri arrivano con maggior frequenza nei pressi dell’area di rigore del Rubin. Stramaccioni decide di potenziare l’attacco ed inserisce Diego Milito. Esce l’esordiente Livaja che ha disputato una buona partita impreziosita dal goal del pareggio.

Il Rubin si affida alle ripartenze e su una di queste, al minuto sessantadue, è Nacho a far correre un brivido sulla schiena di Handanovic. Il centrocampista del Rubin fa partire un bel tiro da fuori area che termina poco al lato del palo alla destra del portiere dell’Inter. Stramaccioni opera il terzo cambio, esce Cassano ed entra Pereira. Mancano venticinque minuti più recupero al termine della partita.

Al settantesimo Guarin si guadagna una punizione poco fuori l’area di rigore. E’ lo stesse colombiano ad incaricarsi del tiro che termina di poco al lato senza impensierire Ryzhikov. L’Inter mostra un po’ di stanchezza. Solo in nuovi entrati e l’inossidabile Zanetti provano a scardinare l’attenta difesa russa.

L’Inter non ha la forza per cercare il goal del vantaggio ed in campo c’è solo tanta confusione. Gli errori e gli appoggi sbagliati non si contano. In questo marasma totale arriva il raddoppio del Rubin Kazan. Su una ripartenza Eremenko tocca in verticale per Solomon Rondon che sfrutta un errore di Samuel, salta Ranocchia come se fosse un birillo e trafigge l’incolpevole Handanovic con un tiro nell’angolo basso.

L’Inter, incredibilmente trova la forza di reagire. Al primo minuto di recupero è Milito ad andar via sull’out di destra ed a mettere al centro un pallone che Nagatomo mette in rete con una bella girata, dopo essere stato lui stesso a dare il via all’azione. E’ il goal che firma il 2-2 finale.

L’Inter conferma ancora una volta di non avere una continuità di rendimento. La prova di Torino, comunque non eccelsa dal punto di vista del gioco, è stata smentita da una partita balbettante con il Rubin Kazan che è sembrato più squadra. Il lato positivo della prestazione degli uomini di Stramaccioni è sicuramente il carattere che ha permesso ai nerazzurri di rimontare due volte, la seconda a tempo scaduto. Stramaccioni ha ancora molto da dimostrare e da lavorare per far diventare l’Inter una squadra da Scudetto o da Champions League.

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