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Inter, intercettate telefonate con il boss

Un conoscente di Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic indagato per spaccio, i nerazzurri finiscono nei verbali dell'indagine. C'è subito da precisare che nella società dell'Inter nessuno è indagato.

Protagonista della vicenda è Domenico Brescia, sarto di 53 anni attualmente indagato dalla Procura di Milano per spaccio di cocaina. L'uomo, legato alla mala calabrese, è stato condannato per concorso in omicidio (nel 1989 l'uccisione del pregiudicato Rocco Carbone, che gli aveva bruciato il negozio), condannato anche in riciclaggio nel 1994.

Brescia era in contatto con gli uomini dell'Inter perché loro sarto. Pare che nessuno fosse a conoscenza della sua condotta criminale tanto che la società ha poi deciso di allontanarlo un mese fa. Intercettato anche il socio di Brescia, il latitante Daniele Bizzozzero (poi arrestato a Parigi).

Come riporta il Corriere della Sera, che pubblica alcuni stralci delle telefonate, gli interisti finiti nelle intercettazioni sono Roberto Mancini, Sinisa Mihajlovic, Marco Materazzi, Javier Zanetti, Alessandro Altobelli, l'impiegato Rocco Di Stasi, l'assistente tecnico Fausto Salsano.

In una telefonata del 2006 tra Mancini e Brescia, si parlava di Bizzozzero. "Lo hanno arrestato", dice Brescia. E Mancini: "Come mai? Sempre per quella cosa? Era a Montecarlo poi è andato a Parigi... gielo avevo detto di stare lì ad aspettare l’indulto". Brescia: "E' uno stupido!". Mancini: "Con me si era sempre comportato bene".

Nei verbali anche un dialogo tra Mancini e Bizzozzero: "Quando torni?", chiede il mister. E il latitante: "Sto aspettando la Cassazione, magari ce la faccio per Natale". In altre telefonate intercettate Brescia parla di donne (avrebbe inviato un mms di una donna seminuda a Mancini), auto di lusso e gioielli. Il sospetto degli inquirenti è che Brescia, spesso alle prese con vip e locali alla moda, trafficasse cocaina proprio destinata alle "celebrità" milanesi. Un'indagine che ancora deve arrivare alle sue conclusioni, ciò che è certo è che i nerazzurri sono coinvolti solo marginalmente, senza alcuna implicazione e senza inchieste a loro carico.

Aggiornamento ore 12.45 - Arrivano alcune reazioni dalla società nerazzurra. Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell'Inter: "Non sapevamo nulla di tutta questa vicenda, non conosciamo i fatti riportati dai giornali e non abbiamo alcun commento da fare. Posso solo precisare che Domenico Brescia non ha avuto mai alcun rapporto di lavoro con l'Inter e quindi non è mai stato un dipendente nerazzurro". Fausto Sala, responsabile del Centro Coordinamento Inter Club, dice: "Con Domenico Brescia avevamo rapporti di natura solo commerciale: era il sarto delle emergenze, visto che il suo negozio di Rovello Porro è molto vicino alla Pinetina e quindi ci rivolgevamo a lui per qualsiasi problema riguardante le divise dei giocatori"

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