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Inter-Chievo 3-1, Cassano inventa e Milito conclude. Punti d'oro per Stramaccioni

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L'Inter di Andrea Stramaccioni è reduce da un periodo che definire poco brillante è usare un eufemismo. Cinque punti dall'inizio del girone di ritorno sono un rendimento che ha peggiorato addirittura quanto ottenuto nel girone d'andata. Il tecnico romano per battere il Chievo e rilanciare i nerazzurri nella lotta per un posto in Champions League opta per la difesa a quattro.

Handanovic a difesa dei pali, Zanetti, Juan, Ranocchia e Nagatomo in difesa. Cambiasso, Kuzmanovic e Gargano a tenere il centrocampo con il tridente iper offensivo formato da Palacio, Milito e Cassano. Il Chievo propone uno schieramento molto chiuso con il solo Paloschi veramente proiettato verso la porta dell'Inter.

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La gara comincia subito bene per l'Inter. Cassano prova una conclusione da posizione defilata. Il tiro del talento barese sembra innocuo ma Puggioni si fa sorprendere e la palla termina in rete. Sono passati appena due minuti di gioco. La reazione dei clivensi non è nulla di trascendentale ma al dodicesimo Acerbi si divora un gol già fatto con un colpo di testa a pochi passi dalla porta di Handanovic.

L'Inter attende l'avversario e prova a ripartire ma le azioni non sono fluide e la pressione a centrocampo non è costante. Il Chievo con il passare dei minuti acquista sicurezza e perviene al pareggio con il capitano Rigoni. Il cross di Jovkic sorprende la difesa dell'Inter che guarda Rigoni staccare tutto solo e mettere la palla alle spalle di Handanovic. Meritato pareggio dei veronesi e conseguenti fischi del Meazza. Siamo al ventunesimo e per l'Inter è tutto da rifare.

I nerazzurri si riportano in avanti con veemenza e c'è da chiedersi come mai non lo facciano anche quando sono in vantaggio. Al venticinquesimo gran palla di Cassano per Cambiasso. Il tiro del centrocampista argentino viene ottimamente deviato in angolo da Puggioni. Sul tiro dalla bandierina l'Inter torna in vantaggio. Ranocchia svetta su tutti ed indirizza la palla nell'angolo alto alla destra di Puggioni che non può arrivarci.

Nonostante il ritrovato vantaggio i padroni di casa vanno in bambola ad ogni palla alta in arrivo da calci piazzati. Il Chievo si spinge in avanti con tutti gli effettivi ed i contropiede dell'Inter sono ficcanti. Cassano fugge in contropiede e serve Gargano che si è fatto sessanta metri di corsa. Il tiro del centrocampista, solo davanti al portiere, si spegne sulle mani di Puggioni. Un errore inaudito.

Gargano si riscatta parzialmente al trentaseiesimo. Una punizione da fuori area calciata dal centroampista sud americano finisce a stamparsi sul piano alla sinistra di Puggioni. Il risultato resta sul 2-1 ma i padroni di casa ora sembrano poter gestire meglio la partita. Termina così il primo tempo senza ulteriori sussulti. L'Inter si è svegliata dopo il pareggio di Rigoni ed ha meritatamente raddoppiato, anche se le amnesie difensive dei nerazzurri tengono sempre la partita sul filo dell'equilibrio.

Il secondo tempo riparte con il Chievo alla ricerca del pareggio, ma alla prima occasione, siamo al minuto cinquanta, l'Inter mette a segno il colpo del KO. Percussione di Cambiasso sul lato destro dell'area di rigore veronese. Cross teso per Milito che si gira e scaraventa la palla alle spalle di Puggioni con un tiro secco e preciso. Una combinazione tipica dell'Inter degli ultimi anni.

L'Inter gestisce la partita senza problemi e va vicina al poker con una bella azione di Cassano che in contropiede pesca Palacio che di prima intenzione manda la palla di poco alta sulla traversa. Il momento più bello cade al settantacinquesimo quando Stankovic sostituisce Cambiasso. Il serbo mancava da sette mesi e tutto lo stadio lo accoglie con cori ed applausi.

I nerazzurri fanno accademia. Al settantottesimo il neo entrato Alvarez innesca meravigliosamente Cassano e Palacio che si fanno respingere due volte la conclusione da Puggioni in uscita. E' l'ultima emozione dell'incontro che scivola via tranquillamente fino al triplice fischio dell'arbitro.

L'Inter ha mostrato segni di ripresa, soprattutto dal punto di vista offensivo. Il 4 3 3 proposto da Stramaccioni, però, mette a nudo le deficienze difensive dei nerazzurri. Ci sarà bisogno di banchi di prova più impegnativi del Chievo Verona che lontano dalle mura amiche ha perso ben nove partite senza mai pareggiare.

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