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Il giorno di Lippi: "Totti e Nesta? Non li chiamo"

Marcello Lippi ritorna in Azzurro. La conferenza stampa si apre con le parole di Abete: "Ringrazio Donadoni, la Figc vede in Lippi la persona che può compiere la strada importante verso i Mondiali 2010"

Ecco tutte le parole di Lippi:

Il ritorno - Io non avrei mai lasciato la Nazionale. L'ho lasciata però, prima della vittoria del Mondiale, e il perchè lo sapete tutti (il caso calciopoli e il coinvolgimento del figlio, ndr), qualunque fosse stato l'esito del Mondiale. Sono molto felice di riprendere da dove ho lasciato, anche se questo significa che le cose per la nostra Nazionale non sono andate benissimo agli Europei. Altrimenti starei ancora a giocare con la mia nipotina a Viareggio.

I ritorni di Totti e Nesta - Bisogna rispettare l'opinione delle persone, di due grandi giocatori che tanto hanno dato alla nazionale, a livello di partecipazione ed infortuni. Per questo non ho intenzione di prendere in considerazione un loro ritorno. Totti lo sento spesso e ma non telefonerò a nessuno per questo motivo. Rispetto la loro decisione ma non farò cambiare idea a nessuno.
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Il biennio Donadoni - Non sono stati due anni persi. Donadoni ha inserito giocatori importanti che potranno essere utili anche in futuro. Ho ricevuto proposte interessanti, ma non era accettabile andare su un'altra panchina. Quando sono iniziati gli Europei sentivo forte il desiderio di tornare sulla panchina qualora ci fossero state le condizioni. Ho rifiutato molte squadre perché in qualche maniera ero e mi sentivo in debito con la Federazione.

Oriundi si o no? - Se ci saranno le condizioni, li chiameremo. Di sicuro non rincorriamo nessuno.

Il gioco - Il modello del calcio spagnolo è particolare. In tutte le squadre spagnole giocano calcio tecnico, veloce e manovrato. Abbiamo avuto mille dimostrazioni che dove c'è disponibilità dei giocatori e del gruppo, se c'è disponibilità al sacrificio allora i risultati possono venire di conseguenza. Noi vogliamo fare questo. Lo abbiamo fatto al Mondiale dove siamo stati belli e concreti. Non siamo più l'Italia del catenaccio, ma ci proponiamo con grandi talenti. Vogliamo proporci in attacco senza snaturare la nostra natura.

I vecchi e i nuovi - Gattuso? Lui e tantissimi altri hanno senza dubbio tante cose da dare a questa Nazionale. Cassano? Tutti i calciatori dai 18 ai 40 anni rientrano nei miei piani.

Obiettivi - Il primo impegno sarà l'amichevole del 20, poi penseremo alle qualificazioni. Solo superata la qualificazione potremo pensare al resto.

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