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Gli infortuni più clamorosi della storia del calcio

Molta gente guarda le gare di Formula 1 nella speranza di cogliere un incidente o una carambola. Fa parte dello spettacolo, così come le cadute dei centauri della MotoGP. Diverso è il discorso per il calcio e per gli infortuni che colpiscono anche i migliori calciatori del mondo. Ci sono infortuni che hanno deciso partite, stagioni, carriere e ci sono infortuni che hanno coinvolto dei calciatori sconosciuti, ma che sono rimasti impressi negli occhi dei tifosi in seguito alla loro brutalità.

E’ possibile che un infortunio colpisca con anni di ritardo? Chiedetelo a Roy Keane ex stella del Manchester United e della nazionale Irlandese. Era il 1998. Dopo uno scontro con Haland, oscuro difensore norvegese, il centrocampista del Manchester United riporta la rottura dei legamenti del ginocchio. Infortunio terribile ma abbastanza comune. Purtroppo, per lui, Haland urla a Keane di rialzarsi accusandolo di simulare. Keane prende nota. Passano quattro anni durante i quali vince più o meno tutto quello che c’era da vincere e poi si ritrova davanti Haland. E’ da poco iniziato il secondo tempo quando Keane fa un’entrata da codice penale sul povero norvegese. Carriera finita. Interpellato sulla faccenda Keane rispose, “Avevo aspettato abbastanza. L’ho colpito dannatamente forte. La palla era là, credo”.

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Il 24 settembre 1983 è passato alla storia del calcio come il giorno in cui il dio del pallone ha provato dolore. La divinità in questione è Diego Armando Maradona, allora al Barcellona. Andoni Goikoetxea, roccioso marcatore, dell’Athletic Bilbao si guadagna l’appellativo di difensore più cattivo della storia sbriciolando la caviglia del Pibe de Oro che si riprenderà solo dopo un intervento chirurgico a dir poco complicato.

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Tutti noi ricordiamo il Campionato Mondiale di Spagna 1982, ma quella competizione passò alla storia anche per uno degli infortuni più gravi mai capitati durante un Mondiale. Semifinale Francia-Germania, una quindicina di minuti dopo l’inizio del secondo tempo. Le due squadre, che si odiano sinceramente, sono in parità, 1-1. Platini illumina con un lancio in profondità che spacca in due la difesa tedesca. Patrick Battiston, centrocampista di corsa francese, si incunea come una lama nel burro caldo. Harald Schumacher, portiere della Germania, esce a valanga colpendo l’avversario in pieno volto e poi se ne va via come se nulla fosse accaduto. Battiston perde conoscenza, un po’ di fratture, qualche dente andato, e tanta paura.

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Dinamica simile, poco più di un anno prima, tra Silvano Martina e Giancarlo Antognoni. Il portiere del Genoa fa letteralmente fermare il cuore di Antognoni colpendolo con una ginocchiata alla tempia. Insieme al cuore del centrocampista che si sarebbe laureato campione del mondo in Spagna si ferma quello di una città intera. Tornerà a giocare dopo quasi tre mesi.

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