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Giorgio Sandri: “Sulla morte di Gabriele sta scendendo il silenzio”

“E’ sceso un velo su questa vicenda, non è giusto” Il padre di Gabriele Sandri, il giovane tifoso della Lazio ucciso l'11 novembre dello scorso anno da un agente della polizia stradale a pochi metri dall’autogrill di Badia al Pino, si è sfogato così ai microfoni del tg5.

Sono passati più di 2 mesi da quel tragico giorno, ora Giorgio Sandri vuole “Vera giustizia. Se avessi fatto io quello scempio mi avrebbero dato 21 anni, proprio come prevede il codice penale” Sandri avverte che sul caso sta calando il silenzio “La colpa è delle Istituzioni. Dall’agente che ha sparato non ho mai ricevuto né messaggi, né lettere di scuse. Ora il ministero lo ha sospeso, ma è stato troppo tardi”.

“L’ultimo ricordo che ho di Gabriele” conclude Giorgio Sandri “è della sera prima di quel maledetto giorno. Gabriele stava preparando i dischi per suonare al Piper. Con la sua morte si è spezzato il nostro percorso di vita. Gabriele era un bravo ragazzo di casa, non c’è nessuno che non lo ricordi con amore”.

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