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Garrone è morto, la Sampdoria piange il suo presidente. Cassano: "E' il giorno più triste"

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Riccardo Garrone, proprietario e presidente della Sampdoria, è morto questa sera alle 19.30 a causa di un tumore. Garrone avrebbe compiuto 77 anni dopodomani essendo nato il 23 gennaio del 1936. E’ stato sicuramente uno dei presidenti più importanti della Sampdoria e del calcio italiano in genere.

Al primo anno da presidente della Sampdoria, di cui era stato sponsor principale fin dagli anni novanta con la Erg, nel 2002 riportò i blucerchiati in Serie A. I suoi successi maggiori sono la qualificazione ai preliminari di Champions League, sconfitta con il Werder Brema, e la finale di Coppa Italia, sconfitta con la Lazio ai calci di rigore.

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Lascia un ottimo ricordo nel mondo del calcio ed in quanti hanno avuto l’opportunità di lavorare con lui. Primo tra tutti Antonio Cassano con il quale c’è stato un burrascoso litigio poi appianato con il tempo. Carolina Marcialis, la moglie di Cassano, ha postato una foto dal suo account Twitter nella quale ci sono Garrone, lei e Cassano il giorno del matrimonio.

Cassano che ha sempre parlato di Garrone come di un secondo padre ha voluto ricordare il suo presidente con un messaggio dal sito ufficiale dell’Inter, “Un dolore straziante, oggi è uno dei giorni più brutti e tristi della mia vita. Rimarrai per sempre nel mio cuore e ti vorrò bene per sempre”.

Cassano non è stato il solo a voler ricordare Riccardo Garrone. L’amministratore delegato della Juventus, Marotta, si è lanciato con la Sampdoria e non ha dimenticato il suo ex presidente, “A Riccardo Garrone devo molto Il fatto stesso che sia arrivato alla Juve è merito suo: ho imparato molto da lui in 9 anni. Lui si è mosso molto bene nel mondo del calcio, spinto da una grande etica e da una grande moralità”.

Come sempre, però, il ricordo più genuino è quello dei tifosi. I primi messaggi arrivano dal web, “Grande Duccio, ci hai portato in alto ti sarò per sempre grato”, “Ciao presidente salutami Paolo Mantovani”, “Presidente facci il favore, seguici anche dal terzo anello”.

Il tifo organizzato, che non è sempre andato d’accordo con il presidente Garrone, non ha fatto mancare il suo messaggio, “Qualunque cosa si dica, non ci fossi stato tu, chissà dove staremmo. Grazie per dieci anni fa. Proteggila”.

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